La manifestazione
Saracinesche giù, per sempre
Camilla Trillò Marco Sabia
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Da sinistra in senso orario: ZiBi Bijoux, Silvano Macchi, Elena Ciaponi, Ivana Scaramelli e il negozio Sisley YoungUltimo Natale per diversi negozi nei centri storici
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EMPOLI. La crisi travolge il commercio. La manovra del governo Monti rischia di abbattersi su un settore con l'acqua alla gola. Basta fare un giro nei centri storici del circondario per accorgersene: diversi negozi stanno per chiudere. Nel Giro di Empoli - dove comunque non mancano nuovi esercizi che si preparano ad aprire - la crisi non risparmia nessuno, né attività consolidate né di più recente apertura. È il caso di Calzature Taviani, di via Spartaco Lavagnini ma che affaccia anche su piazza dei Leoni. Il negozio, che esiste da più di ottant'anni, nelle prossime settimane abbasserà per sempre le saracinesche. «Proveremo a cedere l'attività - spiega la titolare Ivana Scaramelli - ma vista la crisi che c'è non sarà facile. Sono titolare di questo negozio dal 1974, la rilevai da mio zio, Corrado Taviani, famoso calzolaio che lo aveva aperto nel 1930. In quasi 40 anni di gestione abbiamo visto morire il centro piano piano, senza che nessuno provasse a fare niente per salvarlo.
La mazzata è arrivata quest'autunno: abbiamo registrato un forte calo delle vendite». Per un negozio storico che chiude ce n'è un altro che ha aperto da appena 9 mesi e che già deve arrendersi. È ZiBi Bijoux, di bigiotteria e accessori, che si trova in via del Papa e che terminerà l'attività appena finite le feste natalizie. Anche qui, al ritorno dalle ferie estive, gli affari hanno iniziato a calare vistosamente. «Fino a luglio le vendite sono andate bene - spiega la titolare Elena Ciaponi - ma da settembre abbiamo registrato un crollo. Soprattutto nel fine settimana l'afflusso di clienti è stato scarso. Forse sarebbero state necessarie più iniziative per valorizzare il centro e i suoi esercizi». Un altro negozio che saluterà il centro storico entro fine gennaio è Sisley Young di via del Giglio. Delusa e amareggiata la responsabile Perla Pruneti. «Quando un negozio chiude - si limita a dire - è sempre un brutto momento, preferisco non parlarne». Anche nel centro storico di Castelfiorentino sarà l'ultimo Natale per un'insegna storica, quella della pasticceria Macchi in via Garibaldi. Novant'anni di onorata attività in cui la famiglia Macchi, attraverso tre diverse generazioni, ha visto crescere e trasformarsi il centro di Castelfiorentino.
Adesso la chiusura: una decisione sofferta per i titolari Luciano e Maria Luisa Macchi. «Ho 82 anni e per me non è più come una volta - spiega Luciano Macchi - adoro il mio lavoro, in questa pasticceria ci sono nato e cresciuto ma adesso è troppo dura. Il centro di Castelfiorentino è stato abbandonato e nessuno fa niente per rilanciarlo». «Al solo pensiero che il 31 dicembre sarà l'ultimo giorno di apertura mi si stringe il cuore - aggiunge la moglie Maria Luisa - la nostra speranza era di poter vendere o affidare in gestione la pasticceria ma non abbiamo trovato nessuno. La situazione è divenuta insostenibile: con i guadagni non riusciamo neppure a coprire le spese. La crisi economica generale ha senz'altro contribuito, ma il problema di Castelfiorentino è un altro: il centro storico è sempre più abbandonato, i castellani preferiscono uscire dal paese o andare nei centri commerciali. Qui in centro si vedono soprattutto stranieri che, sebbene sia giusto integrarli, certo non contribuiscono a far girare l'economia. Noi commercianti ci siamo uniti nel Consorzio Tre Piazze e abbiamo cercato di rianimare il centro ma il Comune avrebbe dovuto sostenerci molto di più. Quest'anno neppure le luminare natalizie sono state messe». Motivi diversi, invece, stanno alla base della chiusura di "Fiorenza Ricami", negozio storico di biancheria e tendaggi in via Giovanni Bovio. Qui cambierà solo la gestione visto che la titolare ha deciso, avendone l'opportunità, di andare in pensione e lasciare ad altri il compito di portare avanti la sua vetrina. Ma non manca chi crede fermamente nella rinascita del centro storico: si tratta del negozio "Spinelli Calzature" che sta effettuando una liquidazione totale a prezzi super convenienti poiché a breve tornerà completamente a nuovo.
«A gennaio dovremo fare lavori di ristrutturazione che dureranno circa due mesi in cui, oltre a rinnovarci, ci allargheremo anche nei locali adiacenti - spiega Grazia Spinelli, moglie del titolare Gianni - siamo consapevoli che la situazione del centro di Castelfiorentino è critica e pensiamo anche che le maggiori difficoltà forse dovranno ancora venire ma siamo convinti che il nostro paese e il nostro centro storico possano avere ancora un futuro e possano rinascere, se noi commercianti in primis ci crediamo. A questo, però, deve aggiungersi l'impegno dell'amministrazione che ad oggi è quasi totalmente mancato». Anche a Fucecchio la crisi si fa sentire. Alcune attività - come la pasticceria Dessì e l'agenzia di viaggi Airone - si sono trasferite fuori dal centro. I costi dei fondi commerciali nel corso Matteotti sono troppo alti, come sottolinea Valentina Colangelo del negozio Baruffa: «Purtroppo i prezzi qui sono altissimi, c'è quindi chi preferisce trasferirsi per risparmiare almeno su questo, visto che la crisi si fa molto sentire. Mangiamo pane e crisi a colazione, pranzo e cena». «La gente ha paura - conferma Giuseppe Soldaini dell'omonimo negozio di abbigliamento - anche perché sentire parlare di crisi di continuo blocca anche chi non ne ha subito le conseguenze». E c'è chi se la prende col clima. «Il fatto che a ottobre la gente andasse ancora in giro a maniche corte e che il freddo sia arrivato tardi - commenta Patrizia Cicalini dell'omonimo negozio - non ha certo favorito gli acquisti invernali».
La mazzata è arrivata quest'autunno: abbiamo registrato un forte calo delle vendite». Per un negozio storico che chiude ce n'è un altro che ha aperto da appena 9 mesi e che già deve arrendersi. È ZiBi Bijoux, di bigiotteria e accessori, che si trova in via del Papa e che terminerà l'attività appena finite le feste natalizie. Anche qui, al ritorno dalle ferie estive, gli affari hanno iniziato a calare vistosamente. «Fino a luglio le vendite sono andate bene - spiega la titolare Elena Ciaponi - ma da settembre abbiamo registrato un crollo. Soprattutto nel fine settimana l'afflusso di clienti è stato scarso. Forse sarebbero state necessarie più iniziative per valorizzare il centro e i suoi esercizi». Un altro negozio che saluterà il centro storico entro fine gennaio è Sisley Young di via del Giglio. Delusa e amareggiata la responsabile Perla Pruneti. «Quando un negozio chiude - si limita a dire - è sempre un brutto momento, preferisco non parlarne». Anche nel centro storico di Castelfiorentino sarà l'ultimo Natale per un'insegna storica, quella della pasticceria Macchi in via Garibaldi. Novant'anni di onorata attività in cui la famiglia Macchi, attraverso tre diverse generazioni, ha visto crescere e trasformarsi il centro di Castelfiorentino.
Adesso la chiusura: una decisione sofferta per i titolari Luciano e Maria Luisa Macchi. «Ho 82 anni e per me non è più come una volta - spiega Luciano Macchi - adoro il mio lavoro, in questa pasticceria ci sono nato e cresciuto ma adesso è troppo dura. Il centro di Castelfiorentino è stato abbandonato e nessuno fa niente per rilanciarlo». «Al solo pensiero che il 31 dicembre sarà l'ultimo giorno di apertura mi si stringe il cuore - aggiunge la moglie Maria Luisa - la nostra speranza era di poter vendere o affidare in gestione la pasticceria ma non abbiamo trovato nessuno. La situazione è divenuta insostenibile: con i guadagni non riusciamo neppure a coprire le spese. La crisi economica generale ha senz'altro contribuito, ma il problema di Castelfiorentino è un altro: il centro storico è sempre più abbandonato, i castellani preferiscono uscire dal paese o andare nei centri commerciali. Qui in centro si vedono soprattutto stranieri che, sebbene sia giusto integrarli, certo non contribuiscono a far girare l'economia. Noi commercianti ci siamo uniti nel Consorzio Tre Piazze e abbiamo cercato di rianimare il centro ma il Comune avrebbe dovuto sostenerci molto di più. Quest'anno neppure le luminare natalizie sono state messe». Motivi diversi, invece, stanno alla base della chiusura di "Fiorenza Ricami", negozio storico di biancheria e tendaggi in via Giovanni Bovio. Qui cambierà solo la gestione visto che la titolare ha deciso, avendone l'opportunità, di andare in pensione e lasciare ad altri il compito di portare avanti la sua vetrina. Ma non manca chi crede fermamente nella rinascita del centro storico: si tratta del negozio "Spinelli Calzature" che sta effettuando una liquidazione totale a prezzi super convenienti poiché a breve tornerà completamente a nuovo.
«A gennaio dovremo fare lavori di ristrutturazione che dureranno circa due mesi in cui, oltre a rinnovarci, ci allargheremo anche nei locali adiacenti - spiega Grazia Spinelli, moglie del titolare Gianni - siamo consapevoli che la situazione del centro di Castelfiorentino è critica e pensiamo anche che le maggiori difficoltà forse dovranno ancora venire ma siamo convinti che il nostro paese e il nostro centro storico possano avere ancora un futuro e possano rinascere, se noi commercianti in primis ci crediamo. A questo, però, deve aggiungersi l'impegno dell'amministrazione che ad oggi è quasi totalmente mancato». Anche a Fucecchio la crisi si fa sentire. Alcune attività - come la pasticceria Dessì e l'agenzia di viaggi Airone - si sono trasferite fuori dal centro. I costi dei fondi commerciali nel corso Matteotti sono troppo alti, come sottolinea Valentina Colangelo del negozio Baruffa: «Purtroppo i prezzi qui sono altissimi, c'è quindi chi preferisce trasferirsi per risparmiare almeno su questo, visto che la crisi si fa molto sentire. Mangiamo pane e crisi a colazione, pranzo e cena». «La gente ha paura - conferma Giuseppe Soldaini dell'omonimo negozio di abbigliamento - anche perché sentire parlare di crisi di continuo blocca anche chi non ne ha subito le conseguenze». E c'è chi se la prende col clima. «Il fatto che a ottobre la gente andasse ancora in giro a maniche corte e che il freddo sia arrivato tardi - commenta Patrizia Cicalini dell'omonimo negozio - non ha certo favorito gli acquisti invernali».
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