Gioco
Alla guida di Santa Maria alle Vedute dal 1966 al 2007, oggi alle 15 il funerale
Addio al prete amato dai giovani Fucecchio piange don Carlo Favilli
Graziano Banchini
◗
Don Carlo Favilli ha guidato la parrocchia di Santa Maria alle Vedute per oltre quarantanni 3 MINUTI DI LETTURA
FUCECCHIO. La città piange il suo storico pastore. E' morto ieri mattina don Carlo Favilli. Aveva 87 anni e per oltre quaranta è stato sacerdote della Chiesa Santa Maria delle Vedute. Un prete molto amato e stimato per la sua umiltà e semplicità. Molto attento e vicino al mondo giovanile aprì l'oratorio parrocchiale in viale Carducci. Nella guida della parrocchia gli era succeduto don Mario Santucci, venuto a mancare lo scorso aprile. Don Carlo si trovava a riposo dal 2007 presso il seminario della diocesi di San Miniato. La sua scomparsa ha suscitato profondo cordoglio sia nel mondo istituzionale che in quello dell'associazionismo e tra i cittadini. Generazioni di fucecchiesi lo ricordano con affetto. Nel pomeriggio di oggi funerali. Nativo di Camugliano di Ponsacco, don Carlo Favilli, venne ordinato sacerdote il 29 giugno del lontano 1949 nel Duomo di San Miniato. Nell'occasione un pullman pieno di parrocchiani, noleggiato nell'occasione dal fratello Lando, giunse nella città della rocca per seguire la cerimonia. Il primo incarico per un anno a Capannori, a cui ne seguirono tredici a Santa Croce e tre ad Orentano. A Fucecchio arriva il 13 novembre del 1966 dove rimane interrottamente alla guida della parrocchia Santa Maria delle Vedute fino al 2007; l'anno in cui decide di ritirarsi nel seminario a San Miniato. Alla guida della parrocchia gli subentra l'amico Mario Santucci. In quarant'anni di sacerdozio don Carlo ha saputo conquistarsi sul campo la fiducia e la stima della cittadinanza, per la sua disponibilità, la serietà, per la capacità di ascoltare gli altri e per la semplicità ed umiltà che lo hanno sempre contraddistinto. Sempre pronto a dare una mano a chi ne aveva bisogno, un pomeriggio buio di oltre una ventina di anni fa, mentre si trovava in chiesa venne aggredito da un giovane che voleva impossessarsi dei soldi della cassetta delle elemosine. Subì serie lesioni alla testa, ma non denunciò mai il suo aggressore: forse era un giovane che aveva solo bisogno d'aiuto. Per questo lo rivolle in chiesa per confessarlo e perdonarlo. L'essere attento e vicino ai giovani è sempre stata una sua prerogativa. Ne sono testimonianza la formazione del coro parrocchiale che ogni domenica mattina lo accompagnava durante la celebrazione della santa messa e l'apertura dell'oratorio parrocchiale in via Carducci, un luogo di ritrovo e di socializzazione per i giovani e per gli anziani. Don Carlo con la sua semplicità ed umiltà ha sempre saputo parlare al cuore della gente. Sempre disposto al dialogo ed al confronto, ad aiutare chi volesse avvicinarsi alla chiesa ed ai sacramenti ha accompagnato generazioni di fucecchiesi a crescere. Per questo la notizia della sua morte che si è diffusa rapidamente in città ha suscitato profondo cordoglio sia nel mondo istituzionale che in quello dell'associazionismo e tra i cittadini. A testimonianza dell'affetto dei giovani, molti i post nelle bacheche di facebook. Uno fra tutti, forse il più significativo, nella bacheca della Contrada Borgonovo dove la chiesa delle Vedute è ubicata: «Ciao Don Carlo - scrive una contradaiola - sei e sarai sempre uno di noi. Veglia su di noi anche da lassù». Le esequie si terranno oggi alle 15 nella Chiesa Santa Maria delle Vedute.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
