Il Tirreno

Empoli

Omaggio di Fucecchio alla carriera del giornalista del Corriere della Sera

Stella ritira il Premio Montanelli: «Caro Indro, qui ci vorresti tu...»

La cerimonia del premio
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La cerimonia del premio

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 FUCECCHIO. Si è svolta ieri mattina all'auditorium La Tinaia la cerimonia di premiazione della quinta edizione del premio di scrittura Indro Montanelli. Il premio alla carriera è stato assegnato a Gian Antonio Stella, giornalista del Corriere della Sera e autore di una serie di libri di denuncia del malcostume della classe politica italiana.  Nella giuria del premio Ferruccio De Bortoli, direttore del Corriere della Sera. Ed è stato proprio lui a ricordare la figura del grande giornalista scomparso. Soprattutto a evidenziare quanto sarebbe stato importante e utile il suo contributo in questo momento di crisi. «In questi giorni ci chiediamo che cosa avrebbe detto Montanelli della situazione attuale - ha detto il direttore - Io l'ho conosciuto bene ma non saprei quale sarebbe stato il giudizio perché comunque i suoi pensieri erano sempre originali». Sul premio assegnato a Stella ha detto: «E' un premio all'originalità, alla bella scrittura e al coraggio». Stella, che ha scritto molti libri con Sergio Rizzo, è stato premiato per la sua capacità di descrivere l'Italia con inchieste approfondite e di grande efficacia ma anche con ironia. «Sono orgoglioso di ricevere questo premio - ha dichiarato Stella - perché Montanelli è veramente il mito di tutti i giornalisti italiani. Di lui mi piace ricordare, tanto per dimostrare quanto le sue idee siano ancora oggi molto attuali, le sue battaglie giornalistiche in difesa dell'ambiente. Di un ambiente che viene troppo spesso "stuprato" dalle ruspe, senza aver memoria e rispetto della fatica dei nostri nonni e dei nostri bisnonni che lo avevano difeso con i vigneti e gli uliveti qui in Toscana come in tante parti di Italia». Significativo anche l'intervento del cantautore Gino Paoli che insieme alla nipote di Indro Montanelli, ha letto articoli sia del Corriere della sera che dell'Europeo (in un vasto arco di tempo) del giornalista fucecchiese. Tutti pezzi con un unico filo conduttore, quello del rapporto tra l'Italia e il suo popolo che spesso non si riconosce nella nazione. Toccante un suo ricordo: «La sera dell'11 settembre 2001 andai a cercare un commento di Montanelli su questo fatto che sconvolse il mondo - ha raccontato il cantante - e solo allora mi resi conto che era morto pochi mesi prima».  Per la sezione giovani il premio è andato a Danilo Chirico e Alessio Magro, due giornalisti calabresi, autori del libro "Dimenticati. Vittime dell' 'ndrangheta". Il premio lo hanno dedicato proprio alla loro terra e a tutte quelle persone che quotidianamente, ognuno con i propri mezzi, siano la giustizia o la cultura, combatte la criminalità organizzata e ad essa si ribella per dare una speranza al nostro paese. Oltre che da De Bortoli, la giuria era composta anche dal presidente dell'Accademia della Crusca Francesco Sabatini. La cerimonia è stata introdotta dai saluti di Alberto Malvolti, presidente della Fondazione Montanelli Bassi, che ha illustrato come, a distanza di anni dalla morte del giornalista, «continuano le pubblicazioni e i contributi sulla sua figura - ha detto - alla Fondazione abbiamo già raccolto dieci biografie e 38 libri». Alla cerimonia anche il sindaco Claudio Toni.

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