Gioco
L’ente rischio il commissariamento a causa delle casse di espansione di Fibbiana
Il Circondario lotta contro il tempo: tra un mese il progetto anti alluvioni
Veronica Potenza
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L’area dove verranno realizzate le casse di espansione di Fibbiana3 MINUTI DI LETTURA
MONTELUPO. Sono passati ormai piú di cinque anni dalla data in cui sarebbero dovuti partire i lavori per la realizzazione delle casse di espansione di Fibbiana. L'avvio del cosiddetto progetto "Fibbiana 2", che avrebbe dovuto ridurre il rischio alluvione nell'Empolese Valdelsa, era stato previsto per il 2006, la conclusione per il 2010. Come gli abitanti della zona sanno bene peró, nell'area predestinata a quell'uso ad oggi tutto tace e la ragione è che l'intervento è ancora fermo alla fase di progettazione. Per questo la Regione, che sei anni fa aveva finanziato il progetto con 10 milioni, ha ora inserito il Circondario nella lista nera degli enti ritardatari che, non avendo compiuto gli interventi nei tempi previsti, sono a rischio commissariamento.
Martedí prossimo il direttore del Circondario Alfiero Ciampolini, accompagnato probabilmente dal sindaco di Empoli Luciana Cappelli e da quello di Montelupo Rossana Mori, incontrerá l'assessore regionale all'ambiente Anna Rita Bramerini per discutere il caso e convincere la Regione che il progetto è finalmente vicino al decollo. «Siamo stati io e Luciana a chiedere questo incontro - dice Ciampolini - noi nella cassa di espansione ci crediamo, è un progetto importante. Sono convinto che il commissariamento scatterá solo se non dovessimo riuscire a rispettare la nuova scadenza che ci siamo imposti, il 31 dicembre. Entro quella data porteremo a termine il progetto esecutivo cosí da poter procedere alla gara d'appalto.
Ho pregato l'ingegner Staccioli di lavorare anche il 25 dicembre se dovesse essere necessario, pur di farcela». Per i consiglieri di Rifondazione comunista alla Provincia Andrea Caló e Lorenzo Verdi peró non è affatto scontato che il Circondario se la cavi con una tirata d'orecchie ovvero una sollecitazione ad affrettarsi. Tra le 42 opere in ritardo elencate dall'assessorato all'ambiente, quelle piú a rischio secondo i due consiglieri sarebbero proprio le casse di espansione di Fibbiana, quelle di Pizziconi e Restone (Figline Valdarno) e il consolidamento del dissesto franoso a Tosi (Reggello). Dalla Regione per ora non si fanno sfuggire anticipazioni su quali siano gli enti che - per usare una espressione dell'assessore Bramerini - prenderanno «il cartellino rosso, ovvero l'invio di un commissario con poteri straordinari che subentrerá al sindaco o al presidente della Provincia» e chi quello giallo, ovvero coloro che se la caveranno con «accordi di programma finalizzati alla realizzazione di un'opera o semplici sollecitazioni». Dei dieci milioni stanziati, sono solo due ad oggi quelli che sono stati effettivamente impiegati dal Circondario. Questa la cifra con la quale è stata realizzata la cosiddetta cassa di espansione "Fibbiana 2". «Per quella - dice l'ingegnere che si è occupato della progettazione, Simone Staccioli - abbiamo incontrato molte meno difficoltá.
Per "Fibbiana 1" invece la conferenza dei servizi si è protratta molto a lungo. La Soprintendenza ci ha chiesto una serie di adeguamenti, c'erano problematiche ambientali per cui l'Arpat ha richiesto un monitoraggio di due anni. Insomma era un progetto molto complicato». Le problematiche ambientali cui fa riferimento Staccioli erano legate alla presenza, nell'area scelta come sede dell'intervento, di una ex cava di sassi e ghiaia. «Dovevamo essere certi - spiega - che non ci fossero agenti inquinanti, alla fine tutto è risultato sicuro ma quelle verifiche erano necessarie». Due anni di ritardo inevitabili insomma che sono peró ancora lontani dal motivare l'arco di tempo trascorso da quando fu partorito il cosiddetto piano di bacino nel quale rientrava l'intervento, vale a dire nell'ormai lontano 2005. «Sono estremamente favorevole a questa urgenza che sta mettendo adesso la Regione - dice il sindaco di Montelupo Rossana Mori - perché la difesa del territorio è importante. Effettivamente ci sono stati passaggi burocratici che hanno fatto scivolare la tempistica. Voglio anche sottolineare peró che il ritardo non è dovuto a inerzia o incuria ma ad accertamenti che erano necessari per avere la certezza che quello studiato fosse l'intervento migliore possibile. Altra ragione poi sono state le diverse normative che si sono susseguite negli anni».
Martedí prossimo il direttore del Circondario Alfiero Ciampolini, accompagnato probabilmente dal sindaco di Empoli Luciana Cappelli e da quello di Montelupo Rossana Mori, incontrerá l'assessore regionale all'ambiente Anna Rita Bramerini per discutere il caso e convincere la Regione che il progetto è finalmente vicino al decollo. «Siamo stati io e Luciana a chiedere questo incontro - dice Ciampolini - noi nella cassa di espansione ci crediamo, è un progetto importante. Sono convinto che il commissariamento scatterá solo se non dovessimo riuscire a rispettare la nuova scadenza che ci siamo imposti, il 31 dicembre. Entro quella data porteremo a termine il progetto esecutivo cosí da poter procedere alla gara d'appalto.
Ho pregato l'ingegner Staccioli di lavorare anche il 25 dicembre se dovesse essere necessario, pur di farcela». Per i consiglieri di Rifondazione comunista alla Provincia Andrea Caló e Lorenzo Verdi peró non è affatto scontato che il Circondario se la cavi con una tirata d'orecchie ovvero una sollecitazione ad affrettarsi. Tra le 42 opere in ritardo elencate dall'assessorato all'ambiente, quelle piú a rischio secondo i due consiglieri sarebbero proprio le casse di espansione di Fibbiana, quelle di Pizziconi e Restone (Figline Valdarno) e il consolidamento del dissesto franoso a Tosi (Reggello). Dalla Regione per ora non si fanno sfuggire anticipazioni su quali siano gli enti che - per usare una espressione dell'assessore Bramerini - prenderanno «il cartellino rosso, ovvero l'invio di un commissario con poteri straordinari che subentrerá al sindaco o al presidente della Provincia» e chi quello giallo, ovvero coloro che se la caveranno con «accordi di programma finalizzati alla realizzazione di un'opera o semplici sollecitazioni». Dei dieci milioni stanziati, sono solo due ad oggi quelli che sono stati effettivamente impiegati dal Circondario. Questa la cifra con la quale è stata realizzata la cosiddetta cassa di espansione "Fibbiana 2". «Per quella - dice l'ingegnere che si è occupato della progettazione, Simone Staccioli - abbiamo incontrato molte meno difficoltá.
Per "Fibbiana 1" invece la conferenza dei servizi si è protratta molto a lungo. La Soprintendenza ci ha chiesto una serie di adeguamenti, c'erano problematiche ambientali per cui l'Arpat ha richiesto un monitoraggio di due anni. Insomma era un progetto molto complicato». Le problematiche ambientali cui fa riferimento Staccioli erano legate alla presenza, nell'area scelta come sede dell'intervento, di una ex cava di sassi e ghiaia. «Dovevamo essere certi - spiega - che non ci fossero agenti inquinanti, alla fine tutto è risultato sicuro ma quelle verifiche erano necessarie». Due anni di ritardo inevitabili insomma che sono peró ancora lontani dal motivare l'arco di tempo trascorso da quando fu partorito il cosiddetto piano di bacino nel quale rientrava l'intervento, vale a dire nell'ormai lontano 2005. «Sono estremamente favorevole a questa urgenza che sta mettendo adesso la Regione - dice il sindaco di Montelupo Rossana Mori - perché la difesa del territorio è importante. Effettivamente ci sono stati passaggi burocratici che hanno fatto scivolare la tempistica. Voglio anche sottolineare peró che il ritardo non è dovuto a inerzia o incuria ma ad accertamenti che erano necessari per avere la certezza che quello studiato fosse l'intervento migliore possibile. Altra ragione poi sono state le diverse normative che si sono susseguite negli anni».
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