Il dolore
Partecipate, chiuse 3 aziende
Francesco Turchi
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A sinistra il presidente di Publiambiente Paolo Regini e sotto limpianto Publicogen di Ponte a Cappiano Bilanci più trasparenti: i dati di quelle in rosso
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EMPOLI. Acque Spa e Toscana Energia sono fiori all'occhiello. Ma a fare da contraltare agli esempi virtuosi nella galassia Publiservizi, ci sono anche bilanci da profondo rosso: Publicogen (ora in liquidazione), con due milioni di perdita in tre anni, ma anche Publicom (installazione e gestione di rete di telecomunicazioni), che nel 2010 ha tamponato un allarmante -1,5 milioni registrato nei due esercizi precedenti. Sono alcuni scatti dell'album di famiglia delle aziende partecipate pubblicato dai Comuni del Circondario. Si tratta di un adempimento introdotto dal decreto legge 98/2011 "Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria", pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 6 luglio scorso. L'art. 8 prevede che «Entro tre mesi dall'entrata in vigore del presente decreto, tutti gli enti e gli organismi pubblici inseriscono sul proprio sito istituzionale l'elenco delle società di cui detengono, direttamente o indirettamente, quote di partecipazione indicandone l'entità, nonché una rappresentazione grafica che evidenzia i collegamenti tra l'ente o l'organismo e le società ovvero tra le società controllate e indicano se nell'ultimo triennio le società hanno raggiunto il pareggio di bilancio». Molti Comuni del circondario l'hanno fatto. Altri no. Empoli, per esempio, ha seguito le disposizioni alla lettera, segnando in rosso gli anni chiusi in negativo e in verde il raggiungimento del pareggio di bilancio. Altri, come Capraia e Limite, ma anche Fucecchio sono andati oltre, riportando anche i risultati d'esercizio dal 2008 al 2010 delle aziende. Tra le partecipate "dirette" gli empolesi collezionano buoni risultati: gli unici dati negativi risalgono ormai a tre anni fa: Farmacie comunali srl e Carismi (che chiuse con 8 milioni di passivo). Ma le partecipate sono "scatole cinesi": spesso una ne racchiude altre, e così via. È il caso di Publiservi, sotto la cui ala trovano rifugio una dozzina di aziende. È bene precisare che il risultato d'esercizio della holding è stato nettamente in attivo dal 2008 ad oggi (che riportato nella tabella), nonostante i risultati negativi di alcune partecipate. Il dato più negativo è di Publicogen srl, per il 51% a capitale pubblico (Publiservizi) e per il 49% a capitale privato (Abb Ps & S), con sede a Sesto San Giovanni (Milano). È nata nel 1993 con l'obiettivo di progettare, realizzare e gestire sistemi, reti e impianti per l'utilizzazione di fonti di energia rinnovabile, di produzione combinata di energia e calore e di recupero energetico, con particolare riferimento alla cogenerazione (produzione contemporanea di energia elettrica, termica ed eventualmente anche frigorifera). L'azienda è in liquidazione. Nell'universo di Publiambiente, ci sono anche altre aziende in rosso. A cominciare dalla Acom srl: «Questo - spiega il presidente Paolo Regini - perché sta realizzando un impianto di selezione e compostaggio nel Comune di Borgo San Lorenzo, che servirà il bacino del Mugello. È chiaro che in questa fase i bilanci sono passivi, perché non ha entrate». Le perdite degli ultimi due anni mandano in archivio anche la Selene srl, anch'essa partecipata al 100%, che si occupa dell'acquisto di partecipazioni in società aventi ad oggetto l'organizzazione dei servizi e la realizzazione degli impianti finalizzati al ciclo della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti. Ha un futuro invece la Irmel srl, che ha chiuso impianti di trattamento e valorizzazione dei rifiuti inerti provenienti dall'edilizia: «Si tratta - spiega Regini - si un passivo di poche migliaia di euro, dovuto alla crisi del mercato del mattone». Esattamente come Cori, controllata da Quadrifoglio Spa (che si occupa di servizi ambientali nell'area fiorentina), che ha un "pallino" rosso nel 2009; il bis nel 2010 è costato la chiusura a Toscana Ricicla scrl (di cui Publiambiente deteneva il 7,4%), ora in liquidazione. Percorso quasi netto per Acque spa, che negli ultimi tre anni ha rimediato un solo passo falso con la Ti Forma scrl (formazione e consulenza) nel 2009. Per quanto riguarda Publiacqua, invece, il tarlo è Publiutenti srl, la società che offre il servizio di ripartizione dei consumi idrici divisionali alle utenze condominiali: ha collezionato un tris di cartellini rossi. Numeri in generale buoni anche per Toscana Energia, che però deve fare i conti con l'en-plein di "buchi" di Agestel Spa (servizi di telecomunicazione) e di Servizi energia ambiente reti srl, che è stata messa in liquidazione. A Fucecchio le noti dolenti sono il Consorzio Aquarno, che si occupa della gestione e manutenzione del depuratore di Santa Croce (sempre in rosso, seppur per un totale di 34mila euro). Certaldo invece si è limitato a indicare o meno il raggiungimento del pareggio d'esercizio: missione compiuta per la Farmacie Certaldo srl.
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