Attenzione
LAsl si adegua alla manovra della Regione: in vigore le nuove tariffe sulle prestazioni ambulatoriali
Più cari riabilitazione e piccoli interventi
Francesco Turchi
Scattano i nuovi ticket aggiuntivi, aumenti da 10 a 150 euro in base al reddito
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EMPOLI. Il nuovo aumento sulla sanità è servito. Sono scattati i ticket aggiuntivi per alcune prestazioni specialistiche ambulatoriali nell'Asl 11. Ora sottoporsi a un piccolo intervento chirurgico costa di più, così come accedere a consulenze psicologiche o a cicli di terapie riabilitative. Il tutto con effetto retroattivo: questo significa che anche chi aveva prenotato la prestazione prima del 21 novembre dovrà pagare il ticket aggiuntivo. Si tratta della terza fase della manovra estiva della Regione Toscana. Quest'ultima tranche riguarda certe tipologie di prestazioni sanitarie che ancora non avevano subito il "rincaro" legato all'attivazione del ticket sanitario aggiuntivo, ideato dalla Regione nello scorso mese di agosto in alternativa alla scelta del governo centrale che prevedeva l'applicazione di un ticket di 10 euro su ogni ricetta. Una misura ritenuta iniqua dalla giunta regionale guidata da Rossi, che ha messo a punto un pacchetto di misure alternative basate su una compartecipazione alla spesa determinata in base al reddito di ogni nucleo familiare. Come già avvenuto per visite ed esami in specialistica ambulatoriale, per i farmaci in convenzione e per le prestazioni di pronto soccorso, anche questo ulteriore "pacchetto" di prestazioni subirà l'incremento del costo che - come è già avvenuto negli altri casi - sarà modulato in base al reddito. Ma vediamo nel dettaglio quali sono le prestazioni interessate da questa "tassa" supplementare, che può raggiungere anche i 150 euro (come riportato in maniera analitica nella tabella che pubblichiamo a fianco). Scatta il ticket aggiuntivo per i pacchetti riabilitativi, come per esempio la fisioterapia. Se la fascia di reddito è al di sotto dei 36mila euro, non si dovrà sborsare un euro in più. Se invece si supera la soglia, pur restando al di sotto dei settantamila euro, la quota aggiuntiva sarà di trentadue euro, che saliranno a cinquantadue euro nella fascia tra settantamila e centomila euro, fino ad arrivare a 82 euro per i redditi più alti. Stangatina servita anche sulla chirurgua ambulatoriale e sulle prestazioni ad alto costo come la diagnostica per immagini: dalla scintigrafia (un esame di medicina nucleare che serve per diagnosticare alcune patologie), alla pet (tecnica usata in oncologia clinica per avere rappresentazione dei tumori e per la ricerca di metastasi e nelle ricerche cardiologiche e neurologiche). Si tratta dunque di esami particolari o di piccoli interventi chirurgici che vengono effettuati senza ricovero: in questi casi il ticket varierà tra i quindici e i quaranta euro. Interessate dall'effetto ticket anche le prestazioni ambulatoriali erogabili a cicli: l'esempio più tipico è quello di una serie di sedute di sostegno psicologico, ma della categoria fanno parte anche infiltrazioni e medicazioni. Qui il ticket aggiuntivo oscilla tra dieci e trentaquattro euro. Ultimo caso le prestazioni per la procreazione medicalmente assistita: per queste attività si dovranno sborsare tra i cinquanta e i centocinquanta euro in più. La "tassa" supplementare viene calcolata - questa è una scelta di equità voluta dalla Regione Toscana - in base alle fasce economiche in cui rientrano i pazienti. E in base a questa scelta i redditi più bassi, fino a 36.151 euro, non pagheranno i ticket aggiuntivi. Così come resteranno "esenti" i malati che sono già si sono visti riconosciuto il diritto a non partecipare alla spesa sanitaria. Come detto, dovranno pagare anche coloro che avevano già prenotato la prestazione prima di lunedì scorso; e non evitano l'aumento neanche coloro che avevano già anche saldato (ma non effettuato) la prestazione: in questo caso i cittadini dovranno infatti pagare la differenza tra la cifra già corrisposta e l'importo del nuovo ticket.
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