Sicurezza
Varata dalla Regione la nuova normativa su orari, prezzi e promozioni
Stop ai troppi outlet senza regole
Lucia Aterini
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Sotto il presidente Enzo Nigi e accanto un interno di un outlet che vende abbigliamento Confesercenti: era ora, così si possono aiutare i centri storici
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EMPOLI. Vita più difficile per gli outlet. La Regione ha deciso di dettare norme precise in grado di regolamentare questo canale di distribuzione. I tanti cartelli che hanno proliferato nelle periferie del circondario sono destinati a sparire perché d'ora in avanti ci vorranno requisiti specifici per operare con questa qualifica. A portare avanti la battaglia Enzo Nigi, presidente di Confesercenti di zona. «Siamo da tempo preoccupati dell'evolversi di questo fenomeno - spiega Enzo Nigi - subiamo una forte concorrenza anche in questa zona. Il cliente medio dell'outlet impiega un'ora e mezzo per arrivare a destinazione». Nell'Empolese Valdelsa, dai dati raccolti da Confesercenti, il 20% delle famiglie del circondario sono clienti abituali degli outlet. E vanno dalle 2 alle 4 volte all'anno a fare acquisti in queste strutture. Il 50% ci sono stati almeno una volta. Gli outlet di riferimento per la nostra zona sono The Mall a Incisa, Valdichiana e Barberino. Al momento gli outlet hanno perso sostanzialmente la connotazione con cui sono partiti: quella di essere la valvola di sfogo di aziende che mettevano in vendita i loro capi altrimenti destinati a rimanere sugli scaffali. Sono arrivate organizzazioni commerciali a riempire quanto fatto direttamente dalle aziende. In più chiunque ha potuto finora fregiarsi della connotazione di outlet senza alcuna limitazione o richiesta di caratteristiche da rispettare. Su queste basi Confesercenti dell'Empolese valdelsa ha portato avanti l'argomento con l'intento «di cercare trasparenza e regole». Tutto questo fino a martedì quando il consiglio regionale ha approvato un regolamento per gli outlet. «E' stata data una definizione di outlet che prima non c'era - spiega il consigliere regionale nonché capogruppo del Pd Vittorio Bugli primo firmatario del nuovo provvedimento - in queste realtà si possono commercializzare articoli fuori produzione, quelli rimasti in magazzino, prototipi e con lievi difetti». In sostanza non si potranno vendere capi, se si parla di abbigliamento, realizzati ad hoc per essere venduti negli outlet. E quindi con sconti fittizi. La definizione outlet non sarà più una definizione generica ma indicherà, alla pari delle altre forme di commercio, una precisa tipologia con regole, orari, indicazioni sui prezzi e sulle promozioni. «Su tratta di una normativa - spiega Lapo Cantini, responsabile di Confesercenti per l'Empolese Valdelsa - voluta fortemente dal presidente Confesercenti del Circondario Enzo Nigi che è anche presidente regionale della Fismo». «Con quanto approvato in Regione - spiega ancora Nigi - si colma finalmente un vuoto normativo che riguarda una vasta area commerciale sinora non regolamentata». «Le nuove disposizioni - va avanti Enzo Nigi - saranno di grande utilità nel processo di tutela e sviluppo dei centri storici e delle attività commerciali che in tale contestano urbano operano e lavorano». «Siamo convinti - va avanti Nigi - che le imprese del settore moda e non solo valuteranno positivamente l'entrata in vigore di un provvedimento destinato a ristabilire condizioni di sostanziale equilibrio all'interno della catena distributiva». «Il fatto che il voto del consiglio regionale sia stato unanime - spiega anche Massimo Vivoli, presidente di Confesercenti Toscana - sta a significare che le soluzioni proposte, oltre a essere ampiamente condivise, rappresentano l'esigenza reale di dare risposte certe e definitive per le imprese commerciali e le amministrazioni del territorio». «Appare chiaro - aggiunge il presidente Vivoli - che anche gli outlet dovranno attenersi alle regole che sovrintendono alle attività commerciali così come è chiaro che i Comuni dovranno provvedere a far rispettare le norme come avviene per il commercio di vicinato, il commercio su area pubblica e anche la grande distribuzione».
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