Il Tirreno

Empoli

Visite fiscali, l'Asl batte cassa

Francesco Turchi
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La sede dell’Asl 11 in via dei Cappuccini a Empoli

Deve avere 200mila euro da scuole, enti e aziende private

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EMPOLI. Brunetta non è più ministro. Ma il debito, una conseguenza della sua battaglia ai fannulloni, resta. L'Asl 11 deve riscuotere oltre 200mila euro da enti pubblici, scuole e aziende private per le visite fiscali effettuate e mai pagate. Fino al 2008 erano gratuite, in quanto a carico del servizio sanitario nazionale.  Negli ultimi tre anni invece, per volontà dell'ormai ex ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione, ogni volta che un dirigente scolastico, un capo-ufficio di un ente pubblico o il titolare di un'azienda privata, ha chiesto l'intervento dell'Asl in caso di assenza per malattia di un dipendente, è scattata puntualmente la fattura.

Che nella maggior parte dei casi non è stata pagata.  Ora l'Asl 11 di Empoli si è messa a fare due conti. In cassa mancano ducentomila euro. Che in un modo o nell'altro (la modalità è allo studio), dovranno essere recuperati.  Me veniamo ai numeri. Nel 2009 l'Asl 11 ha effettuato 3.723 visite fiscali, fatturando complessivamente 186mila euro (appena 5mila euro ai privati, tutto il resto gli enti pubblici tra cui 72mila euro alle scuole di ogni ordine e grado presenti nel circondario dell'Empolese Valdelsa e nei comuni del Valdarno Inferiore). Di questi ne ha riscossi 76mila.

Una situazione che si è ripetuta anche l'anno successivo, quando però il ricorso alle visite fiscali è drasticamente diminuito: 3.085 per un fatturato di 104mila euro (98mila euro agli enti, di cui 57mila alle scuole e il resto ai privati). Ma nelle casse dell'azienda diretta da Eugenio Porfido di quel tesoretto ne è arrivata soltanto una minima parte (14mila euro); degli altri 90mila euro nessuna traccia. Le casse di enti pubblici sono troppo disastrate, il denaro non c'è e il debito cresce. Ma l'Asl 11 non può permettersi di fare beneficenza e questi soldi li pretende.  Probabilmente, almeno in una prima fase si cercherà di percorrere la via degli avvisi bonari. Poi la "lista nera" sarà trasmessa ad Equitalia, l'agenzia che si occupa delle riscossioni per conto dello Stato, che proprio in questi giorni sta inviando gli ultimatum per conto di altre Aziende sanitarie toscane nelle stesse condizioni di quella empolese: le lettere invitano a mettersi in regola entro trenta giorni, altrimenti scatteranno i pignoramenti. Operazione questa, che sarebbe singolare: un'agenzia (Equitalia) che per conto dello Stato pignora un'altra istituzione statale (la scuola), per restituire i soldi a un'altra istituzione pubblica (l'azienda sanitaria).

Intanto gli enti pubblici, indebitati con l'Asl, hanno ridotto il ricorso alle visite fiscali. Secondo i dati forniti dall'Azienda sanitaria empolese, nei primi dieci mesi del 2011 le visite effettuate sono state 2.111, per una fatturazione complessiva di 67mila euro (4.500 euro ai privati). I dati sulla morosità in questo caso non sono ancora disponibili, ma difficilmente, vista la condizione economica di scuole (che da sole devono sborsare trentamila euro) ed enti pubblici, si discosteranno molto dagli anni precedenti.

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