Il Tirreno

Empoli

Le opere realizzate su carta e computer

La digital art di Calvo

Luciano Gianfranceschi
Un’opera di Mauro Calvo
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Un’opera di Mauro Calvo

«La creatività è mia dall'inizio alla fine»

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 FUCECCHIO. «Scriverai di me al computer su un foglio che non c'è, con un inchiostro che non esiste. Il testo sarà corredato da una foto digitale (o scaricata da Internet) e comunque immateriale. La realtà è questa - dice Mauro Calvo, 44 anni, nato a Milano, cresciuto a Empoli e ora abitante a Ponte a Cappiano, esponente della digital art - e mi domandi dove sono le tele, e i colori, per la mia pittura?». Sto infatti guardando le 17 opere che l'artista ha racconto anche in un volume - cartaceo - definendo questo diario della sua arte «la ricerca di una propria dimensione interiore».  Arte digitale significa che l'opera è stata creata al computer. Un forma espressiva nata in America da gli illustratori di fumetti, che ora sta conquistando le gallerie e i collezionisti d'avanguardia anche in Italia. «Ho iniziato a disegnare da bambino spinto dalla passione per i cartoni animati - racconta - poi dal 1996 ho lavorato nell'ambito della stampa tipografica e digitale, allorché decisi di coniugare le conoscenze professionali e la mia vena artistica cominciando ad usare il Pc come strumento aggiuntivo a matite e pennelli. Nel mio stile illustrativo si può identificare una tratto dalla radice indubbiamente fumettistica, mentre nei contenuti tende a comunicare esperienze, stati d'animo e simboli archetipi riguardanti tematiche di natura filosofico-spirituale, altro aspetto che mi caratterizza fortemente».  Continua: «La tecnica non è un foto ritocco, ogni volta parto dal disegno a mano in bianco e nero su carta, poi effettuo la scansione, dopodiché intervengo col colore al computer. Altri invece fanno tutto sul monitor; ma allora si ha, a mio parere, un'opera artificiale. Infatti, alle mostre, porto incorniciati sia l'originale sia il finito, e li espongo l'uno accanto all'altro. La dimensione originale è 35x25, che alla fine diventa 50x70».  La digital art, per chi vi si avvicina la prima volta da spettatore incuriosito, non ha la medesima considerazione della pittura. «Perché magari si pensa che a farla sia il computer, invece la creatività è mia, dall'inizio alla fine; l'unica differenza è che non ci si sporcano le mani di tinta. Ritengo che il ruolo di un artista sia di rendersi messaggero di sentimenti e intuizioni. Il mio auspicio è che ognuno possa cogliervi quello più utile a se stesso».  Mauro Calvo ha partecipato a vari concorsi e mostre, ottenendo critiche molto positive e varie pubblicazioni. Così ora si prepara alla prima mostra personale, probabilmente a primavera. La digital art è la pittura del futuro? Non saranno i critici a stabilirlo, ma il tempo.

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