Il Tirreno

Empoli

Pd dalla parte delle microimprese

Marco Pagli
Da sinistra Manciulli, Fassina, Cappelli, Barnini e Ferrucci
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Da sinistra Manciulli, Fassina, Cappelli, Barnini e Ferrucci

«Serve un nuovo patto sociale per uscire dalla crisi»

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 EMPOLI. A pochi giorni dall'insediamento del governo Monti, la conferenza del Pd toscano sulla piccola e media impresa, che fa da rampa di lancio all'iniziativa nazionale del 26 novembre a Monza, non poteva cadere in un periodo migliore. Ed essere svolta, a Empoli capoluogo di un circondario che sulle microimprese ha fatto il perno del suo sviluppo, in un luogo più adatto.  Ne sono consapevoli per prime istituzioni e rappresentanze politiche locali. Dal sindaco Luciana Cappelli - che ha aperto i lavori ricordando come le micro imprese hanno fatto la storia e la ricchezza di questo territorio, della Toscana e dell'Italia stessa («questo lavoro è necessario innanzitutto per capire le dinamiche di trasformazione dell'economia e per individuare una via di uscita dalla crisi che punti proprio sulle piccole realtà produttive») - al segretario di zona Pd, Brenda Barnini («l'Italia non esce dalla spirale del debito pubblico se non riparte la crescita e senza le piccole e medie imprese non ce la facciamo»).  Ma della necessità di una discussione su questo tema e dell'importanza di tenerla in luoghi come l'Empolese Valdelsa sono convinti anche i big del Pd che ieri sono intervenuti alla conferenza, proponendo le loro idee davanti a una folta platea di rappresentanti delle associazioni di categoria e sindacali e di sindaci della zona. «Quello che proponiamo è un nuovo patto sociale tra le diverse realtà produttive - spiga Ivan Ferrucci, responsabile regionale lavoro del Pd - abbiamo deciso di tenere questa iniziativa a Empoli perché rappresenta uno degli esempi più importanti a livello regionale di questo sistema di sviluppo. Come Regione stiamo facendo un lavoro importante, dalla legge sulla competitività all'accesso al credito per le imprese, fino alla collaborazione con le stesse per l'utilizzo dei fondi europei. Ma c'è bisogno anche della politica nazionale».  E su questo torna anche il segretario regionale Pd, Andrea Manciulli. «I problemi sono molti - afferma - ma le priorità nostre e ci sembra anche del governo Monti sono rivolte ai giovani, che devono avere protezione sociale e occupazione. Riguardo alle imprese, il nostro compito è dare incentivi a quelle che hanno investito: devono avere liquidità e garanzie, altrimenti non usciamo dal vortice».  Presente anche Stefano Fassina, referente nazionale lavoro del partito, accusato da molti suoi compagni di essere stato troppo freddo all'ipotesi di un governo tecnico. Dopo aver liquidato come «rumors senza volto» le voci di sue dimissioni che sarebbero state richieste da alcuni esponenti del suo partito, ha detto: «Quella che viviamo non è solo una crisi economica, ma una fase di transizione. L'obiettivo di questa conferenza è di capire come valorizzare la nostra specificità, cioè la piccola e media impresa, in Europa e nel mondo in questo momento. Dobbiamo incentrare una politica che non guardi solo alla grossa industria, ma soprattutto a questo fitto tessuto di attività che finora hanno fatto la fortuna del Paese».

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