Bimbo di 4 anni trovato solo in strada
Luciano Gianfranceschi
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Ledicola di largo Trieste e a destra Marta Chini È uscito di casa all'alba senza che i familiari se ne accorgessero
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FUCECCHIO. È uscito di casa senza che i familiari se ne accorgessero, alle 6,15 del mattino. Con addosso soltanto il pigiamino, a piedi scalzi. Da solo. A soli 4 anni. La temperatura era al di sotto dello zero. In giro, oltre al bambino, c'erano soltanto un'edicolante e un suo cliente. Che, increduli, l'hanno portato al caldo, in una casa, in attesa di rintracciare i familiari. E hanno chiesto aiuto ai carabinieri. «Non riuscivo a credere ai miei occhi. Ho un figlio anch'io di quell'età, gli sono andata incontro, l'ho preso in braccio, tremava tutto. Mi sono tolta il piumino e ce l'ho avvolto» raccontava ieri a mezzogiorno, ancora sconvolta, Marta Chini, 33 anni, titolare dell'edicola Lo Strillone in via largo Trieste. «Il bambino ha detto il nome, era lucido nel parlare. Ma il corpo appariva già violaceo per il freddo, paonazzo. Camminava sul marciapiede, come di ritorno da piazza La Vergine. E forse davvero la Vergine deve averlo protetto, perché se fosse andato avanti, non c'era nessuno in giro, sarebbe probabilmente finito assiderato». Poi fa un'altra considerazione. «Il giovedì mattina passa la raccolta della carta, di solito abbastanza presto. Così. Per metterla fuori, sono venuta un po' prima. Una coincidenza casuale, che gli ha salvato la vita. Se era un altro giorno, in cui apro una mezz'oretta dopo, quasi alle 7, chissà se ce l'avrebbe fatta». La voce s'è sparsa, i clienti domandano. E la donna non si stanca di raccontare: «Ho tranquillizzato il bambino, che diceva di voler andare a casa. Ho suonato alcuni campanelli, ma nessuno aveva perso un bambino». Il primo cliente del mattino è stato un artigiano calzaturiero. Chiede di rimanere anonimo, e racconta: «Quando ho visto il bimbo l'ho preso in braccio io, perché era arrivato anche il distributore di giornali e l'edicolante aveva da fare. Ho una parente che abita dirimpetto, le ho suonato il campanello, ho messo il bambino al sicuro in casa, dove gli è stata fatta una borsa d'acqua calda ed è stato messo a letto. A quel punto, a scanso di equivoci, ho chiamato il 112 per raccontare l'accaduto. Sono arrivati insieme a quelli di Fucecchio. Non ho fatto niente di più di chiunque si fosse trovato al mio posto». Ma di lì a poco la situazione s'è chiarita. Riprende Marta: «Ho visto una donna in vestaglia e ciabatte, che cercava disperata un bambino. Era una familiare. Ha raccontato che il bambino non riusciva a prendere sonno. Così entrambi avevano finito per addormentarsi tardi. Il piccolo s'è svegliato e i familiari non hanno sentito il piccolo che ha aperto la porta di casa. Per fortuna s'è sentito smarrito, s'è fermato, è stato visto». E portato in salvo.
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