Il Tirreno

Empoli

Urbanistica, i dubbi sull'avviso pubblico

Un consiglio sull’urbanistica
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Un consiglio sull’urbanistica

Privati e Pdl chiedono più chiarezza sui criteri e volumetrie

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 EMPOLI. Dubbi e perplessità sull'avviso pubblico scelto dall'amministrazione comunale per dare la possibilità a privati e aziende di manifestare la loro intenzione a realizzare interventi urbanistici in vista del nuovo regolamento urbanistico.  A esprimere le loro riserve Paolo Baroncelli, capogruppo del Pdl in consiglio comunale, i consiglieri Alessandro Borgherini, Roberto Fruet e il consigliere regionale Nicola Nascosti. «Quante sono ancora le volumetrie libere per le nuove edificazioni rispetto al piano strutturale - chiedono - tutto parte da questi dati che la giunta non ha dato in maniera dettagliata». «Abbiamo dei timori rispetto ai tempi - spiegano ancora - l'importante è che il percorso per il nuovo regolamento urbanistico siano completato all'inizio del 2013 e che non si arrivi invece a cavallo delle elezioni previste nel 2014». E infine «Ci sembra che il Comune di Empoli non sia pronto a utilizzare le norme su cui sta lavorando bene la Regione per semplificare i recuperi degli immobili».  L'associazione Vivere Empoli (che raccoglie i proprietari dei terreni non più edificabili con la delibera di marzo scorso) invece, spiega che, rispetto all'avviso, «quel che più ci rende perplessi è che le proposte presentate saranno valutate discrezionalmente con criteri ad oggi ancora ignoti. Di positivo vi è comunque la possibilità di frazionare i grossi interventi di recupero che gravano su Empoli da troppo tempo». Il Pd «si smentisce nei fatti assumendo posizioni di chiusura, sfuggendo al confronto diretto, decidendo in maniera individualista e verticistica, portando i cittadini a conoscenza dei fatti a cose già decise nei luoghi di maggior consenso».  «Le superfici in saturazione secondo l'amministrazione comunale, che le ha permesse ma non considerate a suo tempo - vanno avanti - devono essere tolte dalle volumetrie in espansione; bisogna tener presente che con quelle di saturazione non si realizzano le strade, le scuole, i parcheggi, le aree verdi, le fognature, mentre con i Pua in espansione si realizzano al contrario le opere primarie per tutta la comunità. Questi stessi eventi empolesi si sono presentati anche in altri Comuni; alcune amministrazioni hanno tratto dei vantaggi, altre come Empoli no ed ora si cerca di rivalersi su quelle persone che hanno la "sfortuna" (perché ormai di questo si tratta!) di possedere un terreno e su quelle imprese che nonostante la crisi devono lavorare e stare sul mercato per non "mandare a casa" i propri lavoratori. Gli immobiliaristi intanto si sono ritirati per tempo e hanno avuto i loro profitti». «Sarebbe opportuno secondo noi che l'amministrazione indicesse un'assemblea - concudono - meglio un consiglio comunale aperto, che coinvolgesse tutta la cittadinanza, le imprese, le forze sociali, nessuno escluso e chiedesse quale, secondo le parti, potrebbe essere il futuro di Empoli e spiegasse la situazione attuale ed i rimedi che si andrebbero a prendere. Tutto a dimostrazione di quella volontà sempre ostentata di partecipazione democratica e di condivisione delle idee con la città che l'amministrazione sembra avere particolarmente a cuore».

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