Il Tirreno

Empoli

Sempre più iscritti ai centri per l’impiego anche se le aziende tornano ad assumere (solo con contratti atipici)

In ventimila a caccia di un lavoro

Marco Fani
Una ragazza controlla gli annunci di lavoro in un centro per l’impiego e sotto Giovanni Occhipinti
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Una ragazza controlla gli annunci di lavoro in un centro per l’impiego e sotto Giovanni Occhipinti

Rispetto a un anno fa aumento record di cassintegrati e liste di mobilità

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 EMPOLI. Sarà un Natale amaro per quasi ventimila lavoratori iscritti ai centri per l'impiego di Empoli e Castelfiorentino. Rispetto a un anno fa si è registrato un aumento dei disoccupati del 15,3%. Ma a pesare è anche la situazione di cassa integrazione e mobilità: si registrano quasi 600 cassintegrati e 1200 in mobilità in più rispetto ad un anno fa. Una situazione difficile, ma con qualche spiraglio.  Gli iscritti aumentano. Sono 19.848 gli iscritti ai centri per l'impiego di Empoli e Castelfiorentino (i dati risalgono allo scorso 31 ottobre), di cui 14.717 nella città capoluogo del circondario e i restanti 5.131 in Valdelsa. Erano 17.204 ad ottobre del 2010 e l'aumento è stato di 2.644 unità, cioè superiore al 15 per cento. Di questi 1.363 sono donne e i restanti 1.281 uomini. La fotografia attuale degli iscritti vede tra Empoli e Castelfiorentino ben 12.068 donne e 7.780 uomini. Nell'ultimo anno il flusso degli iscritti tra Empoli e Castelfiorentino è stato di 4.168 lavoratori, di cui 3.152 a Empoli e 1.016 a Castello.  Cresce la "cassa". Un altro dato preoccupante, che dimostra che la crisi non è ancora superata, riguarda il numero complessivo degli iscritti alla cassa integrazione di Empoli e Castelfiorentino. Il 31 ottobre di un anno fa erano 2.159, mentre attualmente sono 2.947 (di questi 1.631 sono a Empoli, mentre a Castelfiorentino se ne registrano 1.316) con un saldo positivo di 788 lavoratori, cioè pari al 36.5%. Prevalgono leggermente le figure femminili, anche se c'è grande equilibrio tra i due sessi. Attualmente le donne iscritte sono 1.479, contro i 1.468 uomini.  Il boom della mobilità. Discorso analogo alla cassa integrazione vale anche per gli iscritti nelle liste di mobilità. Erano 1.542 ad ottobre del 2010, oggi sono ben 2.777 e in pratica si è registrano un vero e proprio picco superiore all'80 per cento (+1.235). In questo caso la maggioranza sono uomini, 1.506, mentre le donne iscritte sono attualmente 1.271.  Salgono gli avviamenti. In quadro a tinte cupe c'è anche qualche piccolo segnale di speranza che riguarda il numero complessivo degli avviamenti al lavoro effettuati dalle aziende dell'Empolese Valdelsa nell'ultimo anno. Quest'anno si sono registrati 17.001 avviamenti (i dati risalgono al 31 agosto scorso), rispetto ai 14.895 dell'anno precedente. All'attivo, quindi, ci sono ben 2106 contratti in più (con un aumento del 14,1%), anche se in maggioranza si tratta di rapporti atipici che vanno ad infoltire pesantamente la schiera del precariato (c'è comunque da considerare che una persona può aver avuto nello stesso anno anche più di un avviamento). Per quanto riguarda i numeri complessivi al centro per l'impiego di Empoli si sono registrati 13.250 avviamenti, mentre a Castelfiorentino sono stati 3.751. Nella maggior parte dei casi si tratta di donne, che sono state 8.960, mentre gli uomini sono 8.041. Da considerare, infine, che nell'ultimo anno è diminuito anche il numero complessivo di cessazione di contratti a tempo indeterminato nell'Empolese Valdelsa: erano 1.845 al 31 agosto del 2010, sono stati 672 nell'ultimo anno, con una variazione complessiva superiore al 63%.  Tenuta delle imprese. I dati degli avviamenti non rappresentano sicuramente una panacea per la crisi, ma aprono qualche leggero spiraglio di luce per i lavoratori e per il sistema delle imprese locali che gravitano nel circondario. «Più che parlare di ripresa - spiega Giovanni Occhipinti, delegato alle politiche del lavoro sul territorio - si può affermare che siamo in presenza di un sistema imprenditoriale locale che sta tenendo. Con le unghie e con i denti, infatti, si cerca di mantenere gli addetti presenti e in diversi casi anche di fare delle nuove assunzioni, anche se è chiaro che in buona parte si tratta di tipologie contrattuali atipiche. I settori tradizionali risentono in maniera determinante della congiuntura economica negativa, mentre danno dei buoni segnali di ripresa e di tenuta l'agroalimentare e soprattutto quelli legati alle nuove tecnologie».

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