Il Tirreno

Empoli

Gli Heavy Seals riproducono operazioni militari: «Ma noi siamo per la pace»

Nei boschi per giocare alla guerra

Sara Bruni
In alto alcuni membri del gruppo Heavy Seals e sopra due momenti di un’esercitazione nei boschi dell’Empolese Valdelsa
◗
In alto alcuni membri del gruppo Heavy Seals e sopra due momenti di un’esercitazione nei boschi dell’Empolese Valdelsa

Armi, mimetica e pretezioni: ecco l'esercito della battaglia simulata

3 MINUTI DI LETTURA





 EMPOLI. Soft air, ovvero guerra simulata. La disciplina, nata oltreoceano e diffusissima in Toscana, prima regione italiana per numero di compagnie non poteva mancare ad Empoli. Il gruppo numericamente più importante è quello degli Heavy Seals, che conta circa 40 iscritti. Presidente degli Heavy Seals è Sandro Saracino, coadiuvato dal vice Alessio Di Grancio e dal segretario Sergio Saracino.  Il gruppo conta anche cinque consiglieri (Lorenzo Lavoratorini, Lorenzo Mariano, Mirko D'Annibale, Massimo Galluzzo e Simone Bergamasco) oltre a quaranta appartenenti, tra i quali figurano anche due ragazze. «Sono ottimi elementi - spiega il presidente - indispensabili all'equilibrio della compagnia. Hanno una grinta invidiabile e se inizialmente potevano essere viste da qualche maschietto come un peso o trattate con aria di sufficienza, hanno saputo conquistare il proprio ruolo».  Gli Heavy Seals hanno in dotazione due terreni, uno totalmente boschivo di novanta ettari a Botinaccio ed un altro a Montaione. Col Gps tracciano sentieri, mappano il territorio e riproducono operazioni militari, ma guai a dire loro che sono guerrafondai. «Dobbiamo sempre ricordarci che stiamo giocando - prosegue in presidente Sandro Saracino - non facciamo del male a nessuno anzi, poiché vediamo quanto sia facile morire in battaglia noi siamo contrari alla guerra».  Con il soft air i ragazzi si trovano a dover affrontare tornei, anche di tre giorni, in mezzo al bosco. «Il rispetto per la natura - commenta Sandro Saracino - è uno dei valori fondanti del nostro gruppo. Ogni anno organizziamo cinque o sei giornate per ripulire il bosco. Da qualche tempo abbiamo cominciato a sparare anche pallini biodegradabili, costano qualcosa in più ma cerchiamo così di fare la nostra parte per salvaguardare il territorio».  Gli Heavy Seals posseggono anche un proprio mezzo, una jeep che loro stessi hanno provveduto a ristrutturare e adattare alle esigenze di un terreno boschivo. Dallo scorso mese di gennaio gli Heavy Seals sono iscritti anche all'Associazione Sportiva Nazionale War Games, ente legalmente riconosciuto, con la quale parteciperanno per la prima volta al campionato italiano di soft air, forti delle numerose esperienze di tornei in varie regioni d'Italia.  Dalla scorsa estate la legge si è fatta particolamente dura per gli "abusivi" della guerra simulata. «Per giocare a soft air - precisa Sandro Saracino - è necessaria la maggiore età o, in alternativa, l'autorizzazione scritta dei genitori. Ovviamente si deve far parte di un gruppo regolarmente registrato, altrimenti si può rischiare addirittura una denuncia penale per procurato allarme».  Ogni volta che organizzano un torneo o una domenica di gioco, gli Heavy Seals sono infatti tenuti ad avvisare una settimana prima le forze dell'ordine. «Si gioca con armi in plastica - spiega il presidente - che tuttavia costano intorno ai duecento euro e che spesso ripariamo da soli. Difficile farsi male, siamo muniti di protezioni alla bocca e agli occhi e comunque il gruppo ha una copertura assicurativa».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa