Il Tirreno

Empoli

Comparini Rossi

L'architetto che ridisegnò Firenze capitale

Riccardo Cardellicchio

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 FUCECCHIO. Era il 10 aprile 1882 quando si sparse la voce che l'architetto Pietro Comparini Rossi era morto, stroncato dalla tubercolosi. Quarantanove anni, tre figli: due femmine (Annunziata e Rosa) e un maschio (Mario).  E dire che sembrava stesse meglio. Aveva provato anche a rimettersi al lavoro, per seguire la costruzione del nuovo cimitero di Fucecchio, da lui progettato. Ci teneva al punto che aveva rinunciato a ogni compenso. Nell'orazione funebre, si mise in risalto le qualità dell'uomo, ma anche del professionista. Si laurea a ventitré anni, a Firenze, e il luminare Giuseppe Poggi, che lo ha avuto allievo, lo vuole nel suo studio. Vi rimane fino al 1862. Poi emigra alle Ferrovie Romane, con l'incarico di progettare numerose stazioni, comprese quelle di Arezzo e Pisa. Poi torna da Poggi, il quale è alle prese con il rifacimento del look di Firenze, capitale d'Italia (1865-1871). Comparini Rossi non si tira indietro. A lui si devono la sistemazione del centro, con la cancellazione del ghetto degli ebrei, e la nuova strada che da piazza San Felice conduce a Porta Romana e permette il collegamento del viale dei Colli con il cuore della città. Non basta. Progetta Villa Frassineto, il Villino Oppenheim e il Palazzo Sarzana-Fuci. A Roma, progetta il monumento a Vittorio Emanuele II. Impegno non da poco.  E' scrupoloso e, per questo, salta il riposo. Sembra indistruttibile. Va sui cantieri con qualsiasi tempo. Poi i primi sintomi della malattia e, presto, la consapevolezza di una fine immatura. Che lo sprona a portare a termine i progetti commissionatigli. Ma, a un certo punto, la battaglia diventa difficile. Sicché s'affida a un collaboratore di fiducia: Antonio Canestrelli, architetto fiorentino.  Il nuovo cimitero entrò in funzione nel gennaio del 1885. L'anno dopo, vi furono trasferite (da quello vecchio) le spoglie di Comparini Rossi. Il municipio provvide a sistemarle nella parte centrale, con una bella lapide.

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