Sicurezza
Falsi incidenti, otto indagati
Luciano Menconi
La Procura: simulavano sinistri per truffare l'assicurazione
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EMPOLI. Simulavano incidenti mai avvenuti o avvenuti in modo assai diverso da come venivano denunciati chiedendo il pagamento delle indennità alle società assicurative. Il tutto utilizzando le proprie automobili e alternandosi di volta in volta nel ruolo di danneggiato, danneggiante, testimone. Così operava quella che gli inquirenti hanno individuato come un'associazione a delinquere finalizzata alla truffa nei confronti delle compagnie assicurative. L'inchiesta, condotta dalla procura della repubblica di Firenze, ha fatto finire in carcere 8 persone, altre 63 sono indagate per associazione a delinquere, altre 62 ancora per concorso nel reato di fraudolenta distruzione di cosa propria al fine di conseguire per sé o per altri il prezzo di un'assicurazione. L'operazione ha investito le province di Firenze, Prato, Pistoia e Siena. Anche l'Empolese Valdelsa: otto delle persone nel mirino degli inquirenti vivono nel circondario. I loro nomi: Alessandro Turchi, 46 anni, di Certaldo; Mirko Ghezzani, 37 anni, di Montelupo; Roberto Cocuzzi, 45 anni, di Empoli; Vittorio Del Tito, 47 anni, di Capraia e Limite; Andrea Giovannetti, 42 anni, di Montelupo, come Tito Bellacci, 52 anni, Salvatore Capone, 36 anni, e Cecilia Perniciaro, di 33. La posizione più grave è quella di Turchi e Ghezzani, indagati per associazione a delinquere finalizzata alla truffa. Gli altri sono sotto inchiesta per concorso nel reato di fraudolenta distruzione di cosa propria. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti dopo mesi di indagini, il gruppo - che aveva come perno una carrozzeria di Lastra a Signa, due legali e altrettanti periti assicurativi - si sarebbe specializzato nelle frodi nel settore della responsabilità civile degli autoveicoli, realizzando un giro d'affari che solo negli ultimi mesi - e solo con riferimento al limitato campione di sinistri esaminato - aveva superato il milione di euro di illecito. L'indagine, condotta dai carabinieri di Lastra a Signa e coordinata dal pm Giuseppe Bianco, è stata avviata in seguito alle denunce delle compagnie assicurative truffate che, insospettite da richieste di risarcimento ripetute ingenti e relative a un numero abnorme di sinistri, aveva incaricato l'agenzia investigativa specializzata nel settore delle frodi Rc Auto di condurre un autonomo studio, ricevendo allarmanti rapporti sulla veridicità degli incidenti. L'attività d'indagine dei carabinieri ha preso in esame oltre 170 sinistri stradali, passando al setaccio una mole enorme di atti, con dettagliate analisi tecniche e grafologiche dei modelli di constatazione amichevole di sinistro e dei carteggi intercorsi fra le compagnie assicurative e i capi della organizzazione. Sentiti decine di soggetti coinvolti nei vari sinistri. Per quanto riguarda gli otto indagati della nostra zona, gli inquirenti hanno rilevato come Turchi avesse collezionato 5 sinistri in otto anni e Ghezzani addirittura 7 in otto anni. Gli altri inquisiti si sarebbero prestati a denunciare sinistri mai accaduti o ad alterare la documentazione relativa ai danni effettivamente subiti. Da segnalare che due degli arrestati - i carrozieri di Lastra a Signa Marco e Alexander Paladini - sono indagati anche per il tentato omicidio dell'agente inviato dalla Allianz a investigare sui casi sospetti: avrebbero tranciato il tubo dei freni di una ruota della sua auto che per questo finì fuori strada mentre viaggiava sull'A1 tra Bologna e Firenze, per fortuna però senza conseguenze irreparabili.
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