Il Tirreno

Empoli

L’omaggio di Castelfiorentino al ruolo svolto dalle forze armate per l’integrazione nazionale

Il sindaco Occhipinti celebra l'Unità d'Italia ricordando gli alluvionati e don Paolo Brogi

La cerimonia di domenica mattina
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La cerimonia di domenica mattina

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 CASTELFIORENTINO. Il suo primo pensiero è stato per le popolazioni colpite dalle alluvioni in Lunigiana e Liguria. Ma all'inizio del suo intervento ha voluto ricordare anche don Paolo Brogi, rimasto ferito durante il "vile atto" compiuto contro l'arcivescovo Giuseppe Betori. E' in questo spirito di solidarietà nazionale, che a Castelfiorentino vanta solide radici risorgimentali grazie anche al forte legame con la figura di Garibaldi, che il sindaco Giovanni Occhipinti ha aperto domenica le celebrazioni per il IV Novembre, festa delle forze armate e dell'Unità Nazionale, anniversario della vittoria del 1918 a Vittorio Veneto. Una vittoria doppiamente importante per Castelfiorentino, che aveva già partecipato in misura consistente al tentativo per l'annessione del Trentino durante la terza guerra d'indipendenza del 1866, grazie a 37 volontari (tra cui il sindaco dell'epoca Antonio Del Pela) arruolatisi nel corpo dei Cacciatori delle Alpi comandati da Garibaldi.  Dopo la messa in suffragio ai caduti, il corteo e la deposizione di una corona di alloro al Monumento ai Caduti, Occhipinti ha tenuto il suo intervento al Ridotto del Teatro, ricordando il ruolo delle forze armate nel processo di integrazione nazionale. Poi il sindaco ha fatto visita a Don Brogi.

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di Redazione web