Il Tirreno

Empoli

Scovato il rifugio del re dello spaccio

Giovanni Parlato
Scovato il rifugio del re dello spaccio

Arrestato nel nascondiglio che aveva ricavato nel sottoscala della sua casa

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EMPOLI. Si nascondeva nell'Empolese il fornitore degli spacciatori che controllavano il mercato a Pisa. Si era ricavato un rifugio all'interno della sua casa. Ma la polizia l'ha scoperto nell'ambito dell'operazione "Tabula rasa 3". Ovvero, terza spallata per cercare di sfondare il fortino dentro cui operano fornitori e spacciatori di stupefacenti, a Pisa. «E gli studenti universitari sono fra i primi acquirenti», ha detto Giuseppe Castorina, nuovo questore vicario sotto la Torre. L'indagine è stata eseguita dalla squadra mobile capitanata da Giuseppe Testaì e coordinata dal sostituto procuratore Giancarlo Dominijanni: il risultato sono 8 arresti e 25 indagati.  In galera, sono finiti un albanese (Edmond Bleta di 28 anni), un italiano (Aleksandar Rakanovic, di 28 anni nato a La Spezia), un algerino (Amin Mohamed Hadjar, 37 anni, in Italia senza fissa dimora) e cinque tunisini tutti senza fissa dimora (Mahdi May, 30 anni; Aymen Talbi, 24 anni; Mohamed Heid Jbili, 26 anni; Bifie Talbi alias Bilel Talbi, 24 anni; Wissem Azizi, 30 anni). La polizia ha sequstrato droga, circa 5mila euro in banconote da piccolo taglio e una pistola calibro 9 (come quelle in dotazione alle forze di polizia) ma non di costruzione originaria.  L'indagine si è sviluppata a Pisa e nella zona di Migliarino (là dove la ferrovia costeggia l'Aurelia) in cui sono stati arrestati alcuni pusher nordafricani. Un arresto anche sui lungarni, mentre Rakanonic (residente a Colignola) è stato bloccato al Cep dopo un inseguimento. Ma l'indagine della squadra mobile ha alzato il tiro riuscendo a individuare il fornitore degli spacciatori e una casa a Cisanello dove sono stati trovati soldi e droga.  Il pezzo da novanta dell'operazione "Tabula rasa 3" è l'albanese Edmond Bleta. Attraverso appostamenti, verifiche sulle schede telefoniche, inseguimenti nella totale discrezione, i poliziotti di Pisa hanno cominciato ad allargare il raggio d'azione fino a quando inseguendo il possibile fornitore si sono ritrovati in un paese dell'Empolese. Una volta raccolti gli elementi necessari per l'inchiesta e inchiodare il rifornitore degli spacciatori, la polizia venerdì scorso intorno alle 7 del mattino ha bussato all'abitazione di Bleta dove il giovane malvivente vive con genitori e familiari. Ma i poliziotti non lo hanno trovato. «Vista l'ora, doveva comunque essere in casa», ha detto Giuseppe Teastì. E così, come nella miglior tradizione dei camorristi, l'albanese si era costruito un rifugio in casa: nascosto nell'intercapedine del sottoscala, Edmond Bleta, si era ricavato un nascondiglio con tanto di piccolo letto. E proprio dietro al letto, al buio, lo hanno sorpreso i poliziotti. E dalla perquisizione in casa è saltata fuori anche la pistola calibro 9.  Così, il puzzle si è completato con il blitz in una casa di Cisanello, dove sono stati trovati due tunisini con precedenti. In casa, droga, soldi, e numerose sim card telefoniche. I due che tenevano occultati i passaporti, sono stati accompagnati a Torino e rimpatriati.

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