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La Fiera di Fucecchio spegne 305 candeline
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FUCECCHIO. La Fiera annuale ha trecentocinque anni. Il rescritto del granduca Cosimo III de' Medici è del 26 settembre 1706. Era un permesso temporaneo (tre anni), con l'obbligo di tre giorni consecutivi: il 31 ottobre, il 1º e il 2 novembre. Non i migliori, per le condizioni del tempo. Ma i fucecchiesi, pur d'averla, s'accontentarono Vi si vendevano prodotti della campagna, grasce e, specialmente, animali. L'iniziativa ebbe successo, sicché fu chiesto al granduca di prorogarla. Ci si preoccupò di farlo prima della scadenza dei tre anni. Infatti, il documento di proroga di cinque anni è del 23 marzo 1709. Da allora non si hanno più notizie, fino al 10 settembre 1782 (granduca era Pietro Leopoldo), quando venne stabilito che la Fiera doveva tenersi il martedì, il mercoledì e il giovedì dopo la prima domenica di novembre. Il primo giorno riservato alla vendita degli animali. Il secondo, alla gente della campagna. Il terzo, il fierone, agli abitanti del capoluogo. Ormai la Fiera era un appuntamento preciso, che attirava anche gli abitanti delle località limitrofe, e il martedì si vedevano sempre più cavalli. Nei primi anni dell'Ottocento, si ritoccò il periodo. Si decise che doveva tenersi sempre nei tre giorni consolidati, ma successivi alla commemorazione dei defunti. Oggi è un'altra cosa.
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