Il Tirreno

Empoli

Il Pd vuole sfrattare l'Arci dai circoli

Marco Pagli
Sventolano le bandiere dei partiti di sinistra fuori dalle sedi di circoli e case del popolo di tutto il circondario dell’Empolese Valdelsa
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Sventolano le bandiere dei partiti di sinistra fuori dalle sedi di circoli e case del popolo di tutto il circondario dell’Empolese Valdelsa

Proposta choc: «Gestione ai proprietari degli immobili e guadagni ai partiti»

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EMPOLI. A qualcuno potrà sembrare una faccenda secondaria, legata solo alla sfera locale. Ma la frattura che si sta consumando tra Pd montelupino e Arci Empolese Valdelsa è di quelle che pesano. Sarà perché quello democratico è il maggior partito di zona e l'Arci senza dubbio l'associazione più grande e rappresentativa del territorio, sarà perché sono due rami di una storia comune, sarà perché la differenza di visioni e prospettive emersa dal botta e risposta consumatosi in questi giorni sembra difficilmente sanabile senza passi indietro decisi. Sta di fatto che l'assemblea comunale del segratario Dino Cei e l'associazione presieduta da Sergio Marzocchi sono ai ferri corti.  

Il documento Pd.
Ma veniamo ai fatti. Il 17 ottobre scorso l'unione comunale del Pd di Montelupo ha approvato (con un solo voto contrario e un astenuto) un documento sui circoli ricreativi del territorio in cui è contenuta una proposta politica tanto pesante quanto esplicita. La sostanza nuda e cruda è che l'assemblea invita le associazioni civili (che sono le proprietarie degli immobili) ad estromettere dai circoli le associazioni a cui è demandata la gestione (cioè Arci, Acli, Aics e i loro consigli) e a prendere in mano direttamente l'attività, diventando così «soggetti attivi che tendano ad una gestione economicamente redditizia».  

Soldi e valori.
Il che sarebbe già abbastanza per far infuriare le associazioni, se non fosse che ci sono anche un prima e un dopo che approfondiscono il solco. Nella parte iniziale del documento, infatti, si prende atto della crisi dei circoli che «va avanti da anni ed è una conseguenza della radicale trasformazione del modo di stare insieme dovuta a molti fattori sociali e politici» e contestualmente si dice che «la spinta ideale delle associazioni di riferimento è lentamente scivolata nella mera gestione dell'esistente senza rendersi conto o non volendosi rendere conto che quel tipo di società civile non c'è più». Segue il richiamo alle associazioni civili a prendere in mano la situazione. Così si arriva alla parte finale in cui viene affermato, senza tanti giri di parole, che «le risorse che ne deriveranno potranno essere destinate, dalle singole associazioni civili, al sostegno di tutti quei soggetti, in primis i partiti, che portino avanti fattivamente e con coerenza gli ideali politici ed etici da sempre rappresentati in queste strutture». 

La risposta Arci. Il quadro è chiarissimo, forse anche troppo perché la principale associazione di quelle citate non prendesse una posizione forte e chiara. Posizione che è stata esplicitata tramite una nota apparsa sull'account facebook dell'Arci Empolese Valdelsa e che si apre dicendo che i circoli «sono la concreta realtà di una identità fondatamente storica e moderna allo stesso tempo». Per affondare il colpo su un nodo politico importante: «Non comprendiamo quale modernità possa manifestarsi nell'immaginare il patrimonio immobiliare delle case del popolo piegato al puro "mercatismo". Chi pensa che si possa fare a meno di circoli Arci è di fatto asservito al concetto che la ricreazione intelligente, la promozione culturale segnata da pacifismo, solidarietà, accoglienza, sono retaggi di un vissuto del secolo scorso e perciò inattuale». La nota si chiude con due domande che sembrano andare oltre alla semplice querelle locale e che arrivano al nucleo del rapporto tra i due enti territoriali più rapprentativi, insieme alle forze sindacali. «L'Arci è un'associazione di sinistra che lavora e promuove la prospettiva di un governo di centrosinistra. Quale è il senso politico della decisione di un partito di sinistra di azzerare i circoli Arci? Quale lungimiranza politica esprime chi sostiene l'ipotesi che possono migliorare le condizioni politiche e sociali di un comune, di un territorio, azzerando l'associazionismo dell'Arci all'interno delle case del popolo?». Il seguito è ancora da scrivere, ma l'impressione è che avverrà molto presto.

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