Sicurezza
Più pericoli sul lavoro per gli asmatici
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La sede dell’Asl di EmpoliIndagine dell'Asl 11: c'è connessione tra l'impiego e la malattia
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EMPOLI. Oltre il 40% degli asmatici riferiscono che i loro sintomi vengono aggravati dal lavoro svolto e il 7% presenta un quadro di asma causato da specifici fattori occupazionali (asma professionale causata da sostanze chimiche, farina, agenti irritanti). Numeri che confermano quanto questa malattia è in relazione col lavoro svolto. È quanto è emerso nel corso del convegno svoltosi all'Agenzia per la formazione dell'Asl 11, cui hanno partecipato 120 professionisti tra medici delle aziende sanitarie toscane, medici e infermieri.
Il convegno ha costituito l'occasione per presentare i risultati della ricerca svolta nell'ambito del progetto, finanziato dalla Regione Toscana, condotto dai servizi di prevenzione nei luoghi di lavoro dell'Asl 11 di Empoli, capofila del progetto, e delle Asl 3 di Pistoia, 5 di Pisa e 7 di Siena, in collaborazione con il Cnr, Università di Pisa e Ars, inteso a valutare i rapporti tra la malattia e il lavoro svolto nella popolazione residente con diagnosi di asma. È emersa la necessità di continuare il monitoraggio di questa malattia collegata al lavoro e l'importanza dell'impegno dei diversi soggetti aziendali operanti nella prevenzione (a partire dal datore di lavoro e dal medico competente dell'azienda) per la riduzione dei fattori di rischio ed il riconoscimento precoce della malattia.
E' necessario, inoltre, che tutti i medici, sia specialisti sia medici di famiglia, conoscano la professione svolta dal paziente chiedendolo direttamente all'interessato e garantiscano una rete efficace di scambio di informazioni sulla persona con asma. Le relazioni presentate nel corso del convegno hanno anche esaminato le problematiche socio-economiche dell'asma correlata al lavoro (costi legati al cambio di lavoro o di mansione, alla maggiore necessità di terapia, al maggior riscorso al pronto soccorso). Il convegno, infine, ha fatto anche il punto sulle prospettive di riconoscimento previdenziale per le persone asmatiche che spesso si trovano di fronte alla drammatica situazione di perdere il lavoro a causa di una malattia contratta o aggravata dallo stesso lavoro svolto.
Il convegno ha costituito l'occasione per presentare i risultati della ricerca svolta nell'ambito del progetto, finanziato dalla Regione Toscana, condotto dai servizi di prevenzione nei luoghi di lavoro dell'Asl 11 di Empoli, capofila del progetto, e delle Asl 3 di Pistoia, 5 di Pisa e 7 di Siena, in collaborazione con il Cnr, Università di Pisa e Ars, inteso a valutare i rapporti tra la malattia e il lavoro svolto nella popolazione residente con diagnosi di asma. È emersa la necessità di continuare il monitoraggio di questa malattia collegata al lavoro e l'importanza dell'impegno dei diversi soggetti aziendali operanti nella prevenzione (a partire dal datore di lavoro e dal medico competente dell'azienda) per la riduzione dei fattori di rischio ed il riconoscimento precoce della malattia.
E' necessario, inoltre, che tutti i medici, sia specialisti sia medici di famiglia, conoscano la professione svolta dal paziente chiedendolo direttamente all'interessato e garantiscano una rete efficace di scambio di informazioni sulla persona con asma. Le relazioni presentate nel corso del convegno hanno anche esaminato le problematiche socio-economiche dell'asma correlata al lavoro (costi legati al cambio di lavoro o di mansione, alla maggiore necessità di terapia, al maggior riscorso al pronto soccorso). Il convegno, infine, ha fatto anche il punto sulle prospettive di riconoscimento previdenziale per le persone asmatiche che spesso si trovano di fronte alla drammatica situazione di perdere il lavoro a causa di una malattia contratta o aggravata dallo stesso lavoro svolto.
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