Toscana
Due paesi fanno il tifo per don Paolo
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Paolo Brogi (il primo a sinistra) accanto a Betori a una inaugurazioneI sindaci Mori e Occhipinti: «Preoccupazione e grande affetto per lui»
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CASTELFIORENTINO. Un proiettile tiene due comunità col fiato sospeso. Castelfiorentino, dove don Paolo Brogi è nato e cresciuto. E Montelupo, dove è stato co-parroco dal 2003 fino al 2008, quando l'arcivescovo Betori lo nominò suo segretario particolare. Una fiducia che il giovane parroco ha ricambiato con grande dedizione e disponibilità, seguendolo in ogni spostamento. Come ieri sera. Quando intorno alle 19.45 i due hanno fatto ritorno in Curia, a bordo dell'auto. Un cloachard li avrebbe avvicinati, chiedendo di parlare col vescovo.
Don Paolo avrebbe spiegato che non era il momento e si è beccato un proiettile a bruciapelo, che gli ha sfiorato il fegato, il rene e l'aorta. Brogi non ha perso conoscenza e nella notte è stato sottoposto a un intervento chirurgico. A fare il tifo per lui c'è tutta Castelfiorentino: «Torna spesso in paese - racconta il sindaco Occhipinti. L'ultima volta l'ho visto a settembre, all'inaugurazione dei lavori nella chiesa di Petrazzi. Anche in quell'occasione si è impegnato in prima persona. Ora non ci resta che sperare che tutto si risolva nel migliore dei modi: lo aspettiamo a Castello».
Incredulità, preoccupazione e tanto affetto nei confronti di don Paolo anche nelle parole di Rossana Mori, sindaco di Montelupo: «L'ho conosciuto sia per impegni istituzionali, sia come parrocchiana. È stato lui a celebrare le mie nozze d'argento. È una persona aperta e disponibile: spero che questo sia solo un episodio sfortunato, da dimenticare in fretta. Gli faccio i miei auguri - a nome di tutta la comunità montelupina - di una pronta guarigione. Spero di rivederlo presto a Montelupo».
Paese dove il parroco era tornato anche nel 2009, nelle vesti di segretario, insieme proprio all'arcivescovo Betori, per inaugurare il Villaggio di Toppile per ragazzi con disagio. Ha sempre teso una mano ai bisognosi, ma stavolta è stato tradito: «Se la ricostruzione sarà confermata - sottolinea Mori - questo episodio ci deve fare pensare, perché è il sintomo del grave disagio che c'è nella nostra società».
Don Paolo avrebbe spiegato che non era il momento e si è beccato un proiettile a bruciapelo, che gli ha sfiorato il fegato, il rene e l'aorta. Brogi non ha perso conoscenza e nella notte è stato sottoposto a un intervento chirurgico. A fare il tifo per lui c'è tutta Castelfiorentino: «Torna spesso in paese - racconta il sindaco Occhipinti. L'ultima volta l'ho visto a settembre, all'inaugurazione dei lavori nella chiesa di Petrazzi. Anche in quell'occasione si è impegnato in prima persona. Ora non ci resta che sperare che tutto si risolva nel migliore dei modi: lo aspettiamo a Castello».
Incredulità, preoccupazione e tanto affetto nei confronti di don Paolo anche nelle parole di Rossana Mori, sindaco di Montelupo: «L'ho conosciuto sia per impegni istituzionali, sia come parrocchiana. È stato lui a celebrare le mie nozze d'argento. È una persona aperta e disponibile: spero che questo sia solo un episodio sfortunato, da dimenticare in fretta. Gli faccio i miei auguri - a nome di tutta la comunità montelupina - di una pronta guarigione. Spero di rivederlo presto a Montelupo».
Paese dove il parroco era tornato anche nel 2009, nelle vesti di segretario, insieme proprio all'arcivescovo Betori, per inaugurare il Villaggio di Toppile per ragazzi con disagio. Ha sempre teso una mano ai bisognosi, ma stavolta è stato tradito: «Se la ricostruzione sarà confermata - sottolinea Mori - questo episodio ci deve fare pensare, perché è il sintomo del grave disagio che c'è nella nostra società».
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