La manifestazione
Vuole uccidersi per amore, salvato
Francesco Turchi
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I carabinieri hanno salvato il giovane (foto darchivio) Ventenne afferrato da due carabinieri mentre sta per gettarsi dal terrazzo
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CASTELFIORENTINO. Ha scritto un biglietto d'addio. Poi si è ubriacato. Si è affacciato al balcone e ha urlato al mondo che stava per farla finita. Sono arrivati i carabinieri. Che hanno cercato di farlo desistere. Ma lui non ne voleva sapere: troppo forte il dolore per quell'amore svanito. Ha iniziato a contare: «A dieci mi butto. Uno, due, tre». Ma due angeli, con la divisa dei carabinieri, l'hanno afferrato alle spalle, salvandogli la vita. Se il dramma non è sfociato in tragedia, il merito è tutto dei due carabinieri del Nucleo operativo radiomobile, che con un intervento tempestivo hanno strappato alla morte un ventenne di Castelfiorentino. Che per alcuni, lunghissimi, minuti, ha tenuto in apprensione vicini di casa e passanti, attirati dalle grida provenienti dal terrazzo al secondo piano, ad almeno sei metri di altezza. Non era una sceneggiata. Tutt'altro. I presenti lo hanno capito subito. Il giovane aveva deciso di togliersi la vita. E lo aveva scritto in un biglietto indirizzato ai familiari, che i carabinieri hanno ritrovato all'interno dell'appartamento. Poche righe per dire che il dolore per la fine della storia d'amore con la sua fidanzata era un macigno sul cuore troppo pesante per riuscire ad andare avanti. Ha deciso di scrivere la parole "fine" alla sua esistenza. E di scriverla subito. Così, ieri mattina poco dopo le 8 approfittando del fatto che in quel momento era solo in casa, si è ubriacato, bevendo una notevole quantità di superalcolici. Un modo per stordirsi, per perdere quella lucidità che nel momento decisivo lo avrebbe potuto spingere a fare un passo indietro. Aveva scelto di morire. Ha scritto il biglietto ed è andato in terrazzo. Si è appoggiato alla ringhiera, ha guardato nel vuoto e ha annunciato la sua volontà a quel mondo che non voleva più vedere: «Mi butto». Parole in grado di sintetizzare quello che aveva dentro, ma che suonano anche come una disperata richiesta di aiuto. Che alla fine, insieme al tempestivo intervento delle forze dell'ordine, gli hanno salvato la vita. In pochi istanti tutti hanno capito la drammaticità della situazione. Lo hanno invitato a desistere e nel frattempo hanno telefonato al 112. Sul posto sono arrivati i carabinieri di Castelfiorentino supportati da una pattuglia del Nucleo radiomobile di Empoli. A quel punto è iniziata una lunga opera di mediazione, per cercare di convincere il ragazzo ad abbandonare la folle idea e a tornare all'interno della casa. Ma lo stato di ebbrezza del ventenne non ha certo facilitato il compito dei militari. Col passare dei minuti la tensione è salita vertiginosamente. Nonostante l'opera di persuasione dei carabinieri, il ragazzo continuava a sporgersi pericolosamente dal terrazzo. Una situazione che è rimasta sul filo del rasoio per almeno una ventina di minuti. Poi, all'improvviso, la frase che ha gelato tutti: «Conto fino a dieci, poi mi butto». Non c'era più tempo da perdere. E due carabinieri del Norm hanno fatto irruzione nell'appartamento: hanno sfondato la porta, si sono diretti verso il balcone, e mentre il giovane era impegnato nella drammatica conta verso la morte, sono riusciti ad afferrarlo e a metterlo in salvo, trascinandolo all'interno dell'abitazione. A quel punto sono intervenuti anche i soccorritori della Misericordia, che hanno calmato l'aspirante suicida, per poi trasportarlo all'ospedale San Giuseppe di Empoli.
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