Proteste
Arriva dalla Romagna il nuovo primario di oncologia
Carlo Milandri, 46 anni, ha iniziato la carriera al Degl'Infermi di Rimini, per poi diventare dirigente di Oncologia all'ospedale di Forlì
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EMPOLI. Cinque mesi dopo l'addio di Giammaria Fiorentini (trasferitosi a Pesaro), l'unità operativa di Oncologia dell'ospedale di Empoli ha un nuovo primario. È Carlo Milandri, 46 anni, originario di Forlì. Ha iniziato la carriera al Degl'Infermi di Rimini, per poi diventare dirigente di Oncologia all'ospedale di Forlì. Dal 2007 svolge la sua attività anche all'Istituto scientifico romagnolo per lo studio dei mutori di Meldola.
«Ho già avuto modo di conoscere i miei collaboratori e ho capito che potrò contare su una professionalità elevata, che cercherò di far crescere ulteriormente».
Al suo "battesimo" erano presenti, oltre ai rappresentanti delle associazioni Avo e Astro, i vertici al completo dell'azienda, guidati dal direttore generale Eugenio Porfido: «I cittadini avevano manifestato la loro preoccupazione per il ritardo di questa nomina e c'era chi poneva dubbi sul futuro del reparto. Questa è la nostra risposta».
In merito ai malati che si rivolgono ad altre strutture, al dg non piace sentire parlare di "fughe" dall'Asl 11: «Noi non partecipiamo al mercato della salute: nella nostra filosofia le altre aziende sono partner. Dobbiamo essere in grado di guidare il paziente, al di là di dove viene svolta la prestazione, che sia una struttura dell'area vasta o anche al di fuori. Il medico deve accompagnare il paziente nel difficile cammino della malattia, consigliandolo nelle scelte».
«Ho già avuto modo di conoscere i miei collaboratori e ho capito che potrò contare su una professionalità elevata, che cercherò di far crescere ulteriormente».
Al suo "battesimo" erano presenti, oltre ai rappresentanti delle associazioni Avo e Astro, i vertici al completo dell'azienda, guidati dal direttore generale Eugenio Porfido: «I cittadini avevano manifestato la loro preoccupazione per il ritardo di questa nomina e c'era chi poneva dubbi sul futuro del reparto. Questa è la nostra risposta».
In merito ai malati che si rivolgono ad altre strutture, al dg non piace sentire parlare di "fughe" dall'Asl 11: «Noi non partecipiamo al mercato della salute: nella nostra filosofia le altre aziende sono partner. Dobbiamo essere in grado di guidare il paziente, al di là di dove viene svolta la prestazione, che sia una struttura dell'area vasta o anche al di fuori. Il medico deve accompagnare il paziente nel difficile cammino della malattia, consigliandolo nelle scelte».
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