Il Tirreno

Empoli

«Il nostro impegno merita un riconoscimento»

Padre Deodato Di Geronimo alla pizzata
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Padre Deodato Di Geronimo alla pizzata

I ragazzi della "pizzata" chiedono sostegno al Comune: «Ma finora nessuna risposta»

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 EMPOLI. Hanno chiesto al Comune un riconoscimento. Niente soldi. Solo un attestato da poter esibire in occasione delle loro iniziative per la raccolte di fondi. «Una vetrina per il Comune e un marchio di prestigio per noi. E invece la giunta ci ha ignorati».  Loro sono i "Ragazzi della pizzata e via XX settembre". Un gruppo di amici che tanti anni fa hanno deciso di fare qualcosa per aiutare gli altri. In maniera concreta. Prima organizzando nel mese di settembre la celebre "pizzata". Poi, in particolare negli ultimi tre anni, mettendo in scena spettacoli teatrali nella sala "Il Momento" di Empoli. Il ricavato di queste iniziative è sempre stato interamente devoluto in beneficenza (25mila euro negli ultimi sette anni), in particolare a sostegno della missione in Bolivia dell'empolese Padre Deodato Di Geronimo. «Grazie all'ultimo spettacolo teatrale, "Come passa il tempo" - spiega Simonetta Melani - siamo riusciti a portare a teatro circa duemila persone, destinando i fondi all'ospedale Stella Maris di Calambrone, al progetto "Amahoro" per l'Università in Burundi, all'ospedale di Betlemme e altri progetti ancora». Un'attività costante, portata avanti con passione e umiltà, per diciotto anni «senza appartenere ad alcuna associazione: siamo soltanto un bel gruppo di vecchi amici che vuole impegnarsi per gli altri».  In vista c'è l'assegnazione del Sant'Andrea d'oro, in occasione del quale il sindaco conferisce l'attestato di benemerenza a quei cittadini che per impegno e operosità si sono distinti nel campo della cultura, delle arti, del lavoro, della politica, dello sport e della solidarietà: la cerimonia si tiene tradizionalmente il 30 novembre: «Abbiamo chiesto di ricevere un riconoscimento in quell'occasione - raccontano i ragazzi della pizzata - da poter "spendere" in occasione delle nostre iniziative. Non certo per noi - aggiunge Simonetta Melani - quanto per tutti coloro che ci seguono, che vengono ai nostri spettacoli e che partecipano in questo modo alle raccolte di fondi. Ci sarebbe bastata una pergamena con il timbro del Comune, che in qualche modo avrebbe reso un po' più "ufficiale" la nostra attività». E invece, nonostante i solleciti, dal Comune non è arrivata alcuna risposta: «Andremo avanti lo stesso, come abbiamo sempre fatto. Ma un trattamento del genere proprio non ce l'aspettavamo».

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