Il Tirreno

Empoli

Dopo 70 anni riporta a casa i resti del padre morto in prigionia

Paolo Santini
Dopo 70 anni riporta a casa i resti del padre morto in prigionia

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MONTESPERTOLI. È stato l'ultimo viaggio, quello di Ugo Cecconi, caporalmaggiore del Regio Esercito Italiano nato a Cerreto Guidi il primo gennaio 1912 e deceduto in un campo di prigionia in Germania nel 1944. Il viaggio di ritorno; dopo sessantasette anni, è tornato a casa, e riposerà in pace nel tranquillo cimitero di Montespertoli. Soldato di leva della classe 1912 del distretto militare di Firenze e lasciato in congedo illimitato provvisorio il 2 novembre 1932, Ugo venne chiamato alle armi il 9 marzo 1933, e giunto tale nell'11esimo reggimento artiglieria, fu collocato in congedo illimitato il 23 agosto 1934. Richiamato alle armi per istruzione il 10 aprile 1939 nel settimo reggimento artiglieria, l'11 ottobre viene di nuovo collocato in congedo illimitato. Richiamato alle armi qualche mese dopo la dichiarazione di guerra, il 6 dicembre del 1940, il giorno seguente raggiungeva il sesto raggruppamento artiglieria. Il 2 aprile del 1941 il suo reparto viene spedito in Croazia via terra, e 10 giorni dopo giunge in territorio dichiarato in stato di guerra. Non rivedrà più la Toscana. Rimasto sempre in zona di operazioni, all'indomani dell'armistizio, il 12 settembre del 1943, viene catturato dai tedeschi, ormai ex alleati e nuovi nemici. Da lì comincia il calvario, e Ugo, al pari di altri seicentomila militari italiani, viene deportato in Germania come internato militare. Muore in stato di prigionia in Germania l'11 settembre del 1944, ufficialmente nel corso di un bombardamento aereo alleato. Dal 2 aprile del 1941 Ugo aveva partecipato, fino al fatidico 8 settembre del 1943, alle operazioni di guerra nel territorio balcanico della ex Jugoslavia con il sesto raggruppamento artiglieria. Ugo aveva lasciato a casa la moglie, un bambino di due anni e una bambina di appena 23 giorni, Pierina. Quella figlia il padre non lo ha mai dimenticato, per lei è sempre stato una luce. Ed ha fatto di tutto per cercarlo, per esaudire anche un desiderio della madre, quello di essere sepolta vicino al marito. Il miracolo è avvenuto, nel lontano 1980. Nel frattempo però anche la madre di Pierina era morta, all'età di soli 51 anni, nel 1968. La figlia, dopo lunghe ricerche e varie peripezie, aveva scoperto che il padre era stato seppellito nel Sacro cimitero di guerra di Francoforte. E Pierina, dopo averlo visitato ed aver portato un fiore sulla tomba dell'amato padre, cominciò a scrivere. Era il 1982. Scrisse all'allora ministro della difesa Giovanni Spadolini, affinché il ministero si impegnasse per far rientrare i resti del caporalmaggiore Ugo Cecconi e gli fossero tributati gli onori dovuti a un militare che ha dato la vita per il suo paese. Non ci fu nssuna risposta. Pierina negli anni ha continuato a scrivere, fino alle ultime lettere, inviate all'attuale ministro della difesa Ignazio La Russa e addirittura al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Ma siccome anche stavolta nessuno ha risposto, Pierina ha deciso di scrivere un'ultima lettera, nel marzo di quest'anno, al commissariato generale per le onoranze ai caduti in guerra del ministero della difesa. Si trattava della richiesta di poter riavere i resti del padre, con l'impegno che tutte le spese sarebbero state sostenute dalla famiglia. E alla fine il fatidico si è arrivato. Al telefono era ben leggibile la commozione di una figlia che dopo decenni finalmente è riuscita a riunire i propri genitori, seppur da morti. Una piccola bambina di 23 giorni alla quale la guerra ha impedito di conoscere il babbo. Chissà quante volte l'avrà pronunciata quella parola, - babbo - la piccola Pierina, nell'infanzia, nell'adolescenza, alla nascita della figlia Cinzia, al capezzale della madre, e ancora. E quante lacrime. Oggi il babbo di quella bambina è tornato a casa, e riposerà accanto a sua moglie nel cimitero di Montespertoli. La salma di Ugo Cecconi è giunta al Peretola il 26 ottobre. Sabato alle 14,30 verrà tumulata a Montespertoli, alla presenza delle autorità cittadine, della banda, dell'Associazione caduti con la bandiera. E di tanti amici.

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di Redazione web