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Scandalo Montespertoli, udienza rinviata
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Lex sindaco Antonella Chiavacci Il Comune chiede 6 milioni di danni all'ex sindaco e ai due ex dipendenti
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MONTESPERTOLI. Due anni e mezzo dopo avere sconvolto Montespertoli, è arrivata l'ora della verita per l'inchiesta sulle licenze edilizie concesse nonostante i vincoli che proibiscono la trasformazione della destinazione d'uso della case coloniche in assenza di un piano strutturale. Ieri mattina, davanti al gup del tribunale di Firenze, era in programma l'udienza preliminare che però è stata rinviata al primo dicembre a causa del legittimo impedimento fatto valere dal legale di uno degli imputati. All'udienza era presente anche il sindaco Giulio Mangani, in rappresentazione del Comune di Montespertoli che ha annunciato di volersi costituire parte civile. «Chiederemo sei milioni di risarcimento all'ex sindaco Antonella Chiavacci e ai due ex dipendenti sotto accusa - ha spiegato Mangani - l'architetto Marco Calonaci e il geometra Marco Simoncini. È un atto dovuto, che dobbiamo compiere anche nei confronti dell'ex sindaco Chiavacci, per le responsabilità che hanno avuto nel procurare un danno enorme sia materiale che soprattutto all'immagine di Montespertoli». Tra gli imputati - oltre a Chiavacci, Calonaci (che dirigeva l'ufficio assetto del territorio del Comune) e Simoncini (che lavorava come part time al settore lavori pubblici) - ci sono a vario titolo imprenditori e professionisti coinvolti negli abusi edilizi che sarebbero stati commessi sul territorio di Montespertoli tra il 2007 e il 2009, per fermare i quali nell'inverno del 2009 scattarono decine e decine di sequestri. L.M.
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