Gioco
Marcello Boschi dallo zufolo di canna ai successi in tv
◗
Marcello Boschi durante le prove di una trasmissione Rai3 MINUTI DI LETTURA
FUCECCHIO. «Come jazzista, suonatore di alto sax, sono entrato alla Rai per chiara fama, non con il concorso. Era il 1959, mi conoscevano, ebbi un'audizione, mi volevano alla Rai a Firenze, sede molto importante. L'orchestra era tutta di toscani, si suonava anche a Roma», racconta con orgoglio il musicista Marcello Boschi, 96 anni, nel suo salotto/studio di Ponte a Cappiano, dove vive con la moglie Renata Catastini. Viene ritenuto di poche parole, e per sciogliere il ghiaccio ci sono voluti un cognac a lui e un whisky a me. Lucido, racconta flash di quel mondo in musica, che gli ha dato grandi soddisfazioni. Il primo ricordo? «Una canna, con la quale ho fatto un flauto e lo suonavo». La svolta della vita? «In tempo di guerra, ero militare in marina, a La Spezia, già frequentavo le orchestre, e in caserma suonavo la tromba, dalla sveglia la mattina al silenzio la sera, dall'appello per l'adunata al momento del rancio. Quando arrivarono gli americani, con il jazz, immediatamente pensai: questi ritmi moderni sono la musica per il mio sax». La moglie mostra uno spartito di otto pagine, del 1949, con in copertina Marcello Boschi e, all'interno, "4 temi moderni per piccolo complesso", copyright edizioni Omega. L'autore delle musiche è il maestro Piero Umiliani (fiorentino, dapprima giornalista a "il Nuovo Giornale di Firenze"; poi grande compositore di jazz per i film girati a Cinecittà). Boschi ha imparato da sé la musica, ed è sempre stato modesto: quando nell'orchestra suonava il pezzo a solo, non si alzava, restava seduto, con la timidezza dei bravi davvero. «Non mi devono vedere, mi devono sentire», diceva. E aggiunge: «Io parlo poco, parla il sax». In effetti alterna lunghe riflessioni a poche parole, sollecitato anche dalla moglie che ne condivide da 53 anni l'esistenza. Dopo che un doppio lutto familiare gli sconvolse l'esistenza: dapprima la perdita della (prima) moglie, poi in un incidente stradale rimasero coinvolti i due figli: il minore morì (aveva 12 anni), l'altro stette un mese in coma ma si è salvato. Una batosta che lo segnò profondamente. Dolori maggiori delle soddisfazioni professionali. Inoltre, alla Rai, Boschi si sentiva un po' imprigionato. Voleva essere libero di suonare il jazz, gli piaceva avere un complessino, oltre all'orchestra. Però la Rai pagava sicuro ogni fine mese, e aggiungeva anche un premio, 25 mila lire in più allo stipendio, perché lui guidava anche gli altri sassofonisti. «Non erano soldi regalati, erano guadagnati per le continue prove, per l'impegno. Ma io suono per me, perché mi piace, perché fin da ragazzo ho voluto fare il musicista». A Fucecchio, Boschi intervenne all'inaugurazione dell'Albergo Torino, in via Dante, che talvolta si trasformava in dancing (attualmente Enoagricola Menichetti), e lo si vedeva in televisione al tempo del "Musichiere", tra la fine degli anni Cinquanta e l'inizio dei Sessanta. Ricorda il mitico presentatore Mario Riva, «ma era amico anche di Riccardo Billi, all'epoca accompagnato da una bella lituana, amica di Sandra Mondaini», aggiunge la moglie Renata, che si accompagnava a entrambe, nel prendere il sole al mare della capitale. Il presidente della Repubblica Giovanni Gronchi, pontederese, volle come insegnante di musica, per il figlio, proprio Marcello Boschi: il quale però non si sentiva un maestro... e delegò un collega. Perché magari pensava che l'allievo imparasse - come aveva fatto lui stesso - sentendo suonare, ed esercitandosi allo strumento instancabilmente. Luciano Gianfranceschi IN EVIDENZA IL SAX Uno stile jazz di grande levatura Il disco a 33 giri "Jazz in Italy in the 50s", edito a Milano nel 1950, ha brani anche del grande trombettista Nunzio Rotondo e il suo sestetto (tra i componenti anche Marcello Boschi, con il nome in copertina). Una recensione tuttora leggibile su Internet attesta: «Un jazz che scorre come se si fosse inserito il cd americano degli anni'40. Uno stile bop di gran levatura con l'alto sax di Marcello Boschi in evidenza». Del suo grande dna musicale, Marcello Boschi ha trasmesso la passione e la maestrìa alla figlia di un cugino, la pianista calligiana Giulia Boschi, attualmente maestro concertatore dell'Ensemble Lirico Fiorentino.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
