Il Tirreno

Empoli

Irpef comunale più salata

Marco Pagli
Irpef comunale più salata

Tagli ai trasferimenti, patto di stabilità, anticipo del contributo allo Stato dal 2013 al 2012. Quello che rimane da citare in questo quadro è la disperazione degli amministratori locali, che a forza di tirare la coperta non sanno più a quale angolo attaccarsi.

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EMPOLI. Tagli ai trasferimenti, patto di stabilità, anticipo del contributo allo Stato dal 2013 al 2012. Quello che rimane da citare in questo quadro è la disperazione degli amministratori locali, che a forza di tirare la coperta non sanno più a quale angolo attaccarsi. L'unica alternativa per continuare a garantire determinati servizi sembra quella di aumentare le tasse anche se per ora nessuno è convinto della scelta. Il peso medio sarebbe di circa 70 euro per contribuente.  

Aumento dell'Irpef.
Proprio così, l'innalzamento dell'addizionale comunale Irpef fino allo 0,8% a partire dal 2012 è un'ipotesi più che praticabile. È stata definita libertà fiscale, ma per molti sindaci equivale ad una pistola puntata alla testa. Il provvedimento è contenuto nella manovra-bis, varata pochi giorni fa dal governo per centrare il pareggio di bilancio.  In sostanza, dopo i tagli dei trasferimenti statali nel 2011 (che nel circondario sono stati superiori ai 4 milioni di euro prospettati), tra il 2012 e il 2013 verrà drenato ai Comuni dell'Empolese Valdelsa un altro fiume di denaro (le stime degli amministratori locali parlano di altri 10 milioni di euro). Così per coprire, sebbene solo in parte, le uscite si è pensato bene di concedere loro la possibilità di ritoccare l'Irpef. L'immagine del governo che non mette le mani nelle tasche dei contribuenti rimarrebbe in questo modo intatta, salvo poi costringere i Comuni a farlo in sua vece. Unica nota positiva è il fatto che l'incremento delle aliquote sarebbe proporzionale al reddito di ogni contribuente, riprendendo principi e scaglioni della tassazione Irpef diretta al Fisco.  

L'effetto nel circondario.
Nell'Empolese Valdelsa l'innalzamento dell'addizionale allo 0,8% produrrebbe, come detto, un aggravio medio di 70 euro per ciascuno dei circa 100mila contribuenti. Anche se poi in alcuni comuni il peso sarebbe ancora maggiore perché dal totale dei cittadini colpiti dal provvedimento andrebbero esclusi gli abitanti di Vinci che già adesso pagano lo 0,8% di addizionale. Inoltre, i cittadini di Cerreto e Fucecchio sentirebbero meno l'aumento dal momento che sono soggetti ad un aliquota rispettivamente dello 0,6% e dello 0,55%. Mentre negli altri comuni l'imposta verrebbe raddoppiata in quanto per ora hanno l'aliquota allo 0,4%. Nel complesso il provvedimento porterebbe nelle casse dei Comuni circa 6 milioni e mezzo di euro.  

La rabbia dei sindaci.
Nessuno di loro si sbilancia troppo sull'aumento dell'aliquota, ma nemmeno lo esclude come possibilità. «Siamo messi davvero male - spiega l'assessore al bilancio di Empoli Annalisa Fiore - in due anni sono spariti più di 4 milioni di euro, nonostante siamo uno dei pochi Comuni ad aver centrato tutti e tre i parametri di virtuosità. Per noi già è stata sofferta la decisione di accrescere l'aliquota dello 0,1% quest'anno, figuriamoci raddoppiarla nel 2012. Stiamo lavorando per trovare alternative». Stesso discorso per il sindaco di Montelupo, Rossana Mori. «Abbiamo le spalle al muro - dice - ci viene tolta tutta la programmazione politica così diventiamo semplici ragionieri. D'altronde se la scelta è tra diminuire i servizi e aumentare tasse, preferirei la seconda spiegando bene i motivi alla cittadinanza». Desolato il sindaco di Montespertoli, Giulio Mangani. «Il problema è che anche diminuendo i servizi - spiega - non riusciremmo a far fronte ai tagli. Al nostro Comune l'anno prossimo mancheranno altri 400mila euro, cioè il 90% dell'intera spesa sociale. Cosa dovrei fare, azzerarla? A questo punto meglio alzare le aliquote, visto che sono anche proporzionali». «Il governo non vuole mettere le mani nelle tasche dei cittadini - attacca Federico Campatelli, sindaco di Gambassi e delegato al bilancio del Circondario - così tocca a noi fare gli esattori.

Valuteremo se aumentare l'addizionale. In ogni caso anche portandola allo 0,8% non recupereremo i tagli degli ultimi due anni. Il federalismo è morto ancora prima di nascere». Più rassegnato all'aumento sembra il sindaco di Fucecchio Claudio Toni. «Il prossimo anno dovremo far fronte a un taglio di quasi 800mila euro - dice - senza contare l'azzeramento dei trasferimenti per le spese sociali. Dal 2008 abbiamo perso quasi un milione e mezzo. Non possiamo chiudere i servizi, credo non rimanga altro che innalzare l'Irpef». Sulle barricate rimane Andrea Campinoti, primo cittadino di Certaldo: «La manovra così è inaccettabile l'unica ipotesi in campo è cambiarla. Altrimenti non potremo mantenere i servizi».

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