Sicurezza
Cortocircuito tra le aziende e le banche
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L’accesso al credito è sempre più difficile per molte aziende che sono in difficoltàDue imprese su tre non hanno rapporti con il sistema del credito con le banche per difficoltà di accesso ai finanziamenti e carenza di investimenti
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FIRENZE. Due aziende su tre non ha rapporti di credito con le banche per difficoltà di accesso ai finanziamenti e carenza di investimenti. È quanto emerge dalla ricerca Irpet "Il sistema del credito nella provincia di Firenze. Rapporto 2011", indagine che vuole mettere a fuoco l'accesso al credito da parte delle piccole e medie imprese del territorio.
Depositi. L'Irpet sottolinea come il territorio della provincia fiorentina valga da sola 1/3 del totale regionale, pari a circa 57 miliardi di euro a fine 2010. I depositi delle famiglie, a settembre 2010, ammontavano a 11,1 miliardi (+27% rispetto al 2007, pari a 2/3 del totale dei depositi dell'economia fiorentina e a 1/3 dei depositi totali). Più contenuta la dinamica registrata dai depositi delle imprese (+3,3% tra dicembre 2007 e settembre 2010).
Prestiti e mutui. Sul fronte dei prestiti bancari bisogna invece rilevare come questi abbiano attraversato un triennio recessivo particolarmente duro. La situazione sembra essere migliore sul fronte dei prestiti alle famiglie, dopo il rallentamento nel biennio 2007-2008, grazie alla ripresa dei mutui immobiliari e, in generale, dei finanziamenti a lungo termine per l'acquisto di beni durevoli.
Credito più difficile. Innegabile, continua l'Irpet, è stato l'inasprimento delle condizioni di offerta del credito, in termini sia di innalzamento di spread verso la clientela più rischiosa sia di maggiori garanzie richieste. Questo si è tradotto in un andamento in controtendenza dei prestiti al settore produttivo rispetto a quello alle famiglie. Il tasso di crescita è andato rallentando fino al +1,4% del 2010.
Sofferenze. Particolarmente in sofferenza appaiono le imprese artigiane, i cui finanziamenti sono calati del 2,7%. L'inasprimento delle condizioni di offerta è stato più marcato nel biennio 2008-2009, con un aumento dei prestiti nel 2010, in corrispondenza della debole ripresa della produzione manifatturiera. Tuttavia i flussi di nuove sofferenze del settore bancario sono continuati ad aumentare mentre i tassi di interesse a medio e lungo termine risalgono.
Imprese. Lo studio si chiude con un'indagine su 836 imprese condotta a fine 2010 per delineare le caratteristiche del rapporto tra aziende e sistema credito. Ne emerge che due terzi delle aziende non ha rapporti di credito col sistema bancario (solo il 36% afferma di averne, una percentuale in calo rispetto al già basso 50% del 2009) e che finanzia la propria attività quasi esclusivamente tramite l'autofinanziamento. Le principali tipologie di indebitamento sono il mutuo, lo scoperto di conto corrente e il fido.
Le banche. Il grado di soddisfazione delle imprese nel rapporto con la propria banca cala: siamo passati dal 75% del 2009 al 67% del 2010, uno scontento che le aziende attribuiscono essenzialmente all'inasprimento delle condizioni di offerta di credito.
Depositi. L'Irpet sottolinea come il territorio della provincia fiorentina valga da sola 1/3 del totale regionale, pari a circa 57 miliardi di euro a fine 2010. I depositi delle famiglie, a settembre 2010, ammontavano a 11,1 miliardi (+27% rispetto al 2007, pari a 2/3 del totale dei depositi dell'economia fiorentina e a 1/3 dei depositi totali). Più contenuta la dinamica registrata dai depositi delle imprese (+3,3% tra dicembre 2007 e settembre 2010).
Prestiti e mutui. Sul fronte dei prestiti bancari bisogna invece rilevare come questi abbiano attraversato un triennio recessivo particolarmente duro. La situazione sembra essere migliore sul fronte dei prestiti alle famiglie, dopo il rallentamento nel biennio 2007-2008, grazie alla ripresa dei mutui immobiliari e, in generale, dei finanziamenti a lungo termine per l'acquisto di beni durevoli.
Credito più difficile. Innegabile, continua l'Irpet, è stato l'inasprimento delle condizioni di offerta del credito, in termini sia di innalzamento di spread verso la clientela più rischiosa sia di maggiori garanzie richieste. Questo si è tradotto in un andamento in controtendenza dei prestiti al settore produttivo rispetto a quello alle famiglie. Il tasso di crescita è andato rallentando fino al +1,4% del 2010.
Sofferenze. Particolarmente in sofferenza appaiono le imprese artigiane, i cui finanziamenti sono calati del 2,7%. L'inasprimento delle condizioni di offerta è stato più marcato nel biennio 2008-2009, con un aumento dei prestiti nel 2010, in corrispondenza della debole ripresa della produzione manifatturiera. Tuttavia i flussi di nuove sofferenze del settore bancario sono continuati ad aumentare mentre i tassi di interesse a medio e lungo termine risalgono.
Imprese. Lo studio si chiude con un'indagine su 836 imprese condotta a fine 2010 per delineare le caratteristiche del rapporto tra aziende e sistema credito. Ne emerge che due terzi delle aziende non ha rapporti di credito col sistema bancario (solo il 36% afferma di averne, una percentuale in calo rispetto al già basso 50% del 2009) e che finanzia la propria attività quasi esclusivamente tramite l'autofinanziamento. Le principali tipologie di indebitamento sono il mutuo, lo scoperto di conto corrente e il fido.
Le banche. Il grado di soddisfazione delle imprese nel rapporto con la propria banca cala: siamo passati dal 75% del 2009 al 67% del 2010, uno scontento che le aziende attribuiscono essenzialmente all'inasprimento delle condizioni di offerta di credito.
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