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Empoli

La ceramica affonda mentre il vetro punta sui nuovi mercati

Lavorazione del vetro
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Lavorazione del vetro

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EMPOLI. La crisi economica colpisce senza lasciare scampo il settore della ceramica del circondario dell'Empolese Valdelsa, ormai da anni in ginocchio, con poche aziende che riescono a sopravvivere grazie a interventi straordinari di cassa integrazione speciale in deroga. «Si sperava che almeno quest'anno alla ripresa delle ferie - afferma Stefano Scivetta del settore vetro e ceramica della Cgil - ci fosse una piccola ripresa, invece niente». Altro che ripresa. A fine agosto anche la "Ceramiche della Valdelsa" di Castelfiorentino ha chiuso i battenti. E ormai le ditte con un numero maggiore di quindici dipendenti non esistono più. «Non ci sono per adesso - aggiunge Scivetta - elementi che possano far pensare ad una risoluzione della crisi».  Più ottimismo aleggia invece nel settore del vetro, specie per quanto riguarda le aziende trasformatrici (quelle che si occupano delle attività di abbellimento e arricchimento del vetro) che hanno dalla loro parte l'essere più piccole e flessibili e che hanno imparato a puntare sempre di più sull'export verso i paesi emergenti: è principalmente in Cina, India, Paesi Arabi ed Est Europa che il made in Italy, da sempre garanzia di qualità ed eleganza, diventa status symbol da ostentare tra le classi sociali più abbienti. «Le nostre piccole aziende artigiane si stanno dando un grandissimo daffare - interviene Marco Costoli, presidente del Consorzio Centrovetro di Empoli - la situazione non è rosea neppure per noi, intendiamoci bene, ma abbiamo deciso di non fossilizzarci sul mercato italiano che purtroppo non è più competitivo e lanciarci con grande coraggio all'estero, dove fortunatamente c'è un appeal molto positivo».  «E l'essere Consorzio - aggiunge Alessandro Cappelli, presidente del Consorzio Galleria Casa Italiana - è la vera forza delle aziende trasformatrici del nostro circondario, sono la sinergia e il lavoro di squadra a pagare, in un rapporto continuo di scambio di energia ed informazioni. Inoltre, come ha affermato il mio collega, la flessibilità e l'adeguarsi alle esigenze del cliente e del mercato è l'unico stratagemma su cui investire per uscire da questa crisi che miete vittime in ogni settore. Non dimentichiamoci però - conclude Cappelli - che comunque abbiamo il grosso problema dell'aumento dei costi delle materie prime, come l'oro, l'argento, il rame e gli ottoni e che i finanziamenti che riceviamo sono irrisori rispetto alle spese che dobbiamo sostenere. Quindi mi sento di poter dire che se siamo ancora operativi e riusciamo ad ottenere dei risultati lo dobbiamo soltanto all'enorme sforzo dei nostri artigiani che si sono rimboccati le maniche e si sono dati da fare, con grande passione e intraprendenza».

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