«I cittadini si autoriducano la fattura»
◗
I comitati per lacqua pubblica sono sul piede di guerra Il comitato empolese: serve una mobilitazione, ricorreremo alle vie legali
2 MINUTI DI LETTURA
EMPOLI. «L'Ato non si adegua? Siamo pronti a ricorrere alle vie legali. E stiamo valutando - insieme alle associazioni dei consumatori - l'ipotesi di autoridurre le bollette, invitando i cittadini a togliere dall'importo senza il 7% di remunerazione ai gestori». Colin Du Liege, portavoce di "2 Sì per l'acqua bene comune" sintetizza così la linea dei quattro comitati in guerra con l'Ato 2 (oltre a quello dell'Empolese-Valdelsa, la diffida è stata firmata da Acqua bene comune di Pisa e Pistoia e dal Forum acqua Valdera. «Con il referendum del 12-13 giugno - scrivono i comitati - oltre 26 milioni di cittadini si sono espressi indicando in maniera esplicita alla politica, la strada da intraprendere per tutelare gli interessi della collettività. I profitti devono stare fuori dall'acqua, l'acqua e i servizi pubblici locali devono stare fuori dal mercato, i beni comuni vanno difesi contro i privilegi di pochi. A distanza di tre mesi, purtroppo, assistiamo al pericoloso tentativo di calpestare la volontà popolare: il gestore del servizio idrico Acque spa continua ad applicare la tariffa ancora gravata della remunerazione del capitale». Quindi l'affondo contro l'Ato: «L'ordine del giorno approvato dall'assemblea dei sindaci dell'Ato 2 sull'organizzazione del servizio idrico, che nei fatti disattende la volontà referendaria, non può che provocare sconcerto, indignazione e preoccupazione in tutti cittadini che hanno a cuore la legalità e la democrazia. Invitiamo da subito cittadini, organizzazioni, associazioni a mobilitarsi affinché si dia seguito al cambiamento indicato dai referendum».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
