Sicurezza
Nell’appartamento sequestrati farmaci illegali per un valore di 10mila euro
Scoperto un falso medico
Francesco Turchi
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Il capitano Giuseppe PontilloLa donna gestiva lo studio abusivo col figlio: denunciati
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VINCI. Dal sonnifero alla pillola del giorno. Passando per analgesici e antibiotici. Una farmacia illegale all'interno di uno studio medico abusivo, dove madre e figlio, senza uno straccio di autorizzazione esercitavano la professione. A scovare lo studio fai-da-te sono stati i carabinieri della stazione di Vinci, che hanno denunciato i due cinesi. Da tempo i militari avevano notato un costante pellegrinaggio di cittadini asiatici nell'abitazione situata al numero civico 53 di via Limitese, nel comune di Vinci. Il notevole afflusso di persone, soprattutto durante il giorno, ha insospettito i carabinieri, che hanno intensificato gli appostamenti. Poi è scattata l'operazione. Quando hanno fatto irruzione nell'appartamento, si sono ritrovati all'interno di uno studio medico, con tanto di attrezzature per le visite e farmaci per curare i pazienti. Tutto rigorosamente abusivo. La sempre più numerosa comunità cinese del circondario, dove vivono oltre quattromila immigrati provenienti dalla Repubblica Popolare (senza contare gli irregolari), sulla falsariga di quanto è avvenuto nella vicina Prato si è attrezzata per costruirsi una società "parallela", in modo tale da avere a disposizione certi servizi di primi necessità, evitando di dover fare ricorso ai canali ufficiali, in questo caso bypassando il sistema sanitario nazionale. A Prato, per esempio, dall'inizio dell'anno sono già stati scovati tre studi medici e uno dentistico abusivi. Nell'Empolese invece si tratta del primo caso. L'appartamento di via Limitese a Spicchio era da tempo frequentato da persone di tutte le età: anziani, giovani, donne in gravidanza o con bambini. Tutti rigorosamente cinesi. La scena era sempre la stessa: entravano e dopo dieci-venti minuti o mezz'ora al massimo uscivano. Il blitz ha confermato i sospetti dei carabinieri, che hanno capito cosa cercavano tutti quei cinesi: una soluzione ai loro problemi di salute. Tutto il ciclo di cura, dalle visite alle terapie, fino all'acquisto dei medicinali, era garantito da una cinese di 45 anni, infermiera nel suo paese di origine, che gestiva la fiorente attività insieme al figlio ventenne. Lo studio attrezzato e in buone condizioni igieniche, era ben fornito di medicinali: disinfettanti, analgesici, antinfiammatori, antibiotici, integratori, antistaminici, sedativi, sonniferi, prodotti dimagranti e pediatrici, venivano utilizzati dai due medici fai-da-te per curare i tanti connazionali che bussavano alla loro porta. Negli scaffali di via Limitese sono stati rinvenuti dagli uomini guidati dal capitano della Compagnia di Empoli Giuseppe Pontillo, anche prodotti per la cura della pelle, test di gravidanza, fino alla pillola del giorno dopo, per un valore complessivo di 10mila euro: tutti i farmaci erano "Made in China" e sprovvisti della necessaria autorizzazione ministeriale per l'immissione in commercio. Per questo sono stati sequestrati insieme a cinqucento euro in contanti rinvenuti nello studio e ritenuti provento dell'attività illecita. Per madre e figlio è scattata la denuncia.
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