La manifestazione
Arbasino ci ripensa e fa pace con Certaldo: «Felice del vostro premio»
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Alberto ArbasinoHa inviato un messaggio alla giuria del "Boccaccio": grazie per averlo assegnato a me malgrado le polemiche
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CERTALDO. Ci sono voluti sei giorni, più di una telefonata e tanto fair play, poi finalmente il brutto episodio che ha segnato la trentesima edizione del Premio Letterario Boccaccio è stato archiviato, nel migliore dei modi. Alberto Arbasino, che con il suo clamoroso rifiuto, aveva lasciato di stucco tutti i partecipanti alla cerimonia di sabato scorso, ci ha ripensato e con un messaggio inviato al comitato e alla giuria del Boccaccio ha detto che il premio in realtà lo accetta e volentieri. A dare notizia della svolta che chiude la vicenda è stato ieri pomeriggio il comitato organizzatore del Premio letterario. Ha diffuso un comunicato per informare tutti gli organi di stampa «che, a seguito dei contatti intercorsi in questi giorni tra il comitato e lo scrittore Alberto Arbasino, vincitore del "Boccaccio Italia", lo scrittore ha inviato un messaggio di ringraziamento alla giuria». A margine di questo ultimo scambio di comunicazioni, il comitato e la giuria del "Premio letterario Boccaccio", che avevano manifestato pubblicamente fin da subito la volontà di mantenere il nome di Arbasino nell'Albo d'oro della manifestazione, concludono affermando di ritenere «che lo spiacevole episodio accaduto possa dirsi concluso». Ecco il messaggio inviato da Arbasino all'indirizzo del presidente e della giuria del Premio Boccaccio 2011 di Certaldo. «Grazie vivissime - si legge nel foglio - per avermi assegnato il Premio Boccaccio malgrado le piccole ingloriose polemiche. Sono felice di accettarlo. Con molti auguri!». Insomma nessuna richiesta esplicita di scuse, giusto un cenno sottile a quello che è accaduto e poche parole per dire che quanto è successo è ormai archiviato e per far capire che essere inserito nell'albo d'oro dei vincitori del premio letterario certaldese - insieme a nomi come Mario Rigoni Stern e Piero Chiara, Mario Luzi e Claudio Magris, Enzo Biagi e Alessandro Baricco - è comunque un motivo di soddisfazione.
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