Gioco
I vincoli ai bilanci dei Comuni del circondario imposti dal patto di stabilità inasprito dal governo
Bloccati più di sedici milioni di euro
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I sindaci del circondario durante il volantinaggio in via del Papa Sos dei sindaci: non possiamo pagare le aziende, opere pubbliche a rischio
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EMPOLI. Una giornata fuori dal palazzo, in piazza come lavoratori qualsiasi, a gridare no ai tagli decisi dal governo. I sindaci degli undici Comuni dell'Empolese Valdelsa ieri hanno fatto di tutto - dalle conferenze alla distribuzione di volantini - per far conoscere ai cittadini il perché della loro protesta: non una questione di "casta" ma qualcosa che riguarda direttamente la vita di tutti perché in gioco, a causa dell'enorme quantità di risorse che verrà a mancare agli enti locali, ci sono servizi come la scuola, il trasporto pubblico, gli aiuti ai più deboli. Le cifre, prima delle parole. Due soprattutto. La prima: 10 milioni. Sono i soldi tagliati dal governo tra quest'anno e il 2013 ai sindaci dell'Empolese Valdelsa. Secondo numero: 16 milioni. È la somma che i Comuni del circondario hanno in cassa grazie alla gestione corretta dei bilanci fatta negli anni scorsi e che però, in base ai vincoli imposti dal patto di stabilità che la manovra ha ulteriormente inasprito, sono bloccati: 16 milioni che non si possono spendere, appalti fermi, zero investimenti. Sono almeno un centinaio le aziende - in gran parte locali - che così perdono il lavoro. «Questa manovra - ha spiegato il sindaco di Vinci Dario Parrini - è un ostacolo alle opere pubbliche. Un esempio: nel mio comune fino a due anni fa stanziavamo oltre 3 milioni per gli investimenti, ora meno di uno. E alle decine e decine di aziende che lavorano per noi dobbiamo spesso rinviare i pagamenti perché i soldi che avevamo previsto di spendere, in base alle restrizioni del patto di stabilità, non li abbiamo più a disposizione». «A Certaldo - ha aggiunto il vicesindaco Francesco Betti - dovremo fare i conti con un taglio di oltre il 10% su una spesa corrente che è all'80% incomprimibile. Tre le opzioni possibili: aumentare ancora le tariffe, aumentare Irpef e Ici sulle seconde case, oppure tagliare i servizi col machete». «Abbiamo proclamato lo sciopero - ha spiegato il sindaco di Gambassi Francesco Campatelli - per far capire ai cittadini che questa manovra è iniqua e ingiusta e colpisce direttamente loro. È iniqua perché ai Comuni, che nel quinquiennio 2005-2009 hanno migliorato i propri saldi di 2,7 miliardi, verranno tolti 4 miliardi nel 2011, 6,2 nel 2012 e altri 7 dal 2013. Mentre all'amministrazione dello Stato, che nel frattempo ha visto peggiorare il suo deficit di 20 miliardi, viene tagliato molto meno. È chiaro che il buco dello Stato non lo fanno i Comuni». «La protesta - ha sottolineato il sindaco di Capraia e Limite Enrico Sostegni - è nazionale e bipartisan, è stata approvata all'unanimità dall'associazione dei Comuni italiani. Quindi non manifestiamo per noi o una parte politica, ma per tutti i cittadini, che dai tagli devastanti imposti dalla manovra subiranno le conseguenze più pesanti». «Noi Comuni - ha concluso Campatelli - chiediamo che sia ridotta la manovra a carico degli enti locali e ci venga restituita piena autonomia fiscale e organizzativa. E vogliamo che sia modificato il patto di stabilità: impedire agli enti locali di spendere anche i pochi soldi che hanno produce effetti perversi sull'economia perché riduce gli investimenti e non consente di pagare in tempi certi le imprese che lavorano per i Comuni». Luciano Menconi ALTRO SERVIZIO A PAG. 5
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