Finanza
In quella classe il diritto allo studio non è garantito
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FUCECCHIO. «I ragazzi si sono comportati bene. Ma in queste condizioni non viene loro garantito il diritto allo studio». Giovanna Margiotta è la professoressa di educazione fisica della 2ª ragioneria più famosa d'Italia. Davanti ai cancelli dell'Istituto Checchi sono arrivate anche le telecamere di Sky per raccontare la vicenda di quei 41 ragazzi (anzi 42 da ieri) che ogni giorno dovrebbero assistere alle lezioni e imparare stando tutti nella stessa aula. Di due sezioni ne è stata fatta una. Poi si sono aggiunti i ripetenti che avevano il "giudizio sospeso" e i nuovi arrivi da altre scuole. «Stamani (ieri, ndr) siamo andati al palazzetto. Loro si sono compartati bene, ma non ci sono le condizioni di sicurezza per fare lezione». Eppure, almeno per il momento, non ci sono alternative. Anche se tutti sono convinti che una soluzione sarà trovata: «Io insegno matematica - spiega Raffaella Mannucci - e dico che in queste condizioni non è possibile lavorare. Correggere 42 compiti, interrogare 42 ragazzi per 2 volte ogni quadrimestre. Anche se ci riusciamo, non possiamo dare la possibilità di rimediare a chi è in difficoltà. Vediamo cosa succede, speriamo che facciano qualcosa». Ma intanto c'è tanta preoccupazione, che il suo collega Pino Liuzzi non nasconde: «Siamo arrabbiati: non si può lavorare in queste condizioni: non si pensa a questi ragazzi?». Già, gli studenti. I primi a rimetterci: «Per chi sta agli ultimi banchi - racconta Gianluca Macchiaroli - la lavagna è parecchio lontana. E anche i professori». Per non parlare dell'acustica: «In aula - aggiunge Sara Schenk - non si sente bene. E per andare in bagno c'è la fila...». Problemi coi quali i ragazzi temono di dover convivere l'intero anno scolastico: «Se uno di noi resta indietro col programma - dice Mariachiara Maccioni - difficilmente l'insegnante avrà il tempo di rispiegare un argomento o comunque di dare maggiore attenzione a uno studente piuttosto che a un altro». Per non parlare poi dei laboratori: «Quello di informatica - spiega Leonardo Menichini - ha 21 postazioni: praticamente dovremo stare in due ad ogni computer. E in uno spazio molto ridotto». Ma per il momento i ragazzi faranno regolarmente lezione: «Ne abbiamo parlato anche coi nostri genitori - racconta Eleonora Bertini - che sono molto arrabbiati per questa situazione. Comunque noi il nostro passo l'abbiamo fatto. Ora non resta che aspettare e nel frattempo fare lezione, seppure tra mille difficoltà». Francesco Turchi ALTRO SERVIZIO A PAG. 12
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