Sicurezza
Domiciliari ai tre minorenni
Il giudice: «In cella hanno riflettuto su ciò che hanno fatto» Resta in carcere Matteo Gorelli, allora l'unico maggiorenne
2 MINUTI DI LETTURA
EMPOLI. La mattina di Pasquetta dell'aprile scorso picchiarono selvaggiamente due carabinieri che li avevano fermati per un controllo: un militare, Antonio Santarelli, è in coma irreversibile. L'altro, Domenico Marino, è rimasto a lungo ricoverato alle Scotte di Siena: in seguito all'aggressione ha perso la vista all'occhio destro. Gli aggressori, che stavano andando ad un rave party dopo una notte trascorsa in una discoteca di Firenze, erano quattro, tra loro tre minorenni. L'episodio avvenne a Sorano, in provincia di Grosseto. Il giudice per le indagini preliminari del tribunale dei minori di Firenze ha deciso di trasformare la detenzione in carcere in "permanenza in casa", l'equivalente degli arresti domiciliari per gli adulti. Il provvedimento del giudice riguarda due ragazzi, uno di Vinci e l'altro di Limite sull'Arno (uno dei quali divenuto in questi mesi maggiorenne), e una ragazza di Lastra a Signa. Alla decisione del giudice avrebbe contribuito anche la buona condotta dei giovani: la ragazza si è anche rimessa a studiare. «Ferme restando l' estrema gravità di quanto accaduto e l' immutabilità del quadro probatorio iniziale - ha spiegato il giudice - riteniamo che il tempo trascorso in cella abbia dato ai ragazzi la possibilità di riflettere su quel che hanno fatto. Ma sia chiaro: le esigenze cautelari sono attenuate, non certo cessate». Resta invece in carcere, a Grosseto, Matteo Gorelli, 19 anni, di Cerreto Guidi, accusato di duplice tentato omicidio aggravato. Secondo le indagini, al momento dell'aggressione tutti, tranne la ragazza, erano sotto effetto di alcol e droghe.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
