Sicurezza
Quarantadue in un'aula? Non ci stiamo
◗
Gli studenti ricevuti in municipio dall’assessore Donnini e dai consiglieri del Rosso e BertiniSituazione insostenibile all’istituto Checchi dove due classi sono state accorpate dal provveditorato. Gli studenti di 2ª ragioneria: nessuno ci aveva avvertiti, così non si fa lezione
2 MINUTI DI LETTURA
FUCECCHIO. Nessuno li aveva avvertiti. Così, quando lunedì sono tornati a scuola, quasi non ci credevano. Poi, di fronte alle spiegazioni di docenti e preside, hanno dovuto prendere atto della condizione certo poco invidiabile con cui si trovano ad affrontare l'anno scolastico. Una classe formata da 42 studenti: difficile trovare altrove una situazione del genere. È quello che accade agli studenti della 2ª A dell'Itc Igea del Checchi. Che però non si rassegnano. Ieri si sono rifiutati di fare lezione e hanno chiesto aiuto al Comune. All'assessore alla pubblica istruzione che li ha ricevuti insieme alla presidente della commissione scuola Aurora del Rosso e dal consigliere Leonardo Bertini, hanno detto chiaro e tondo che loro così non possono fare lezione. «L'aula che ci è stata riservata - spiega Eleonora Bertini a nome dei compagni - è molto ampia ma non basta. Non si può fare lezione quando si è così in tanti nello stesso spazio.
Per certe discipline siamo all'assurdo. Nei laboratori di informatica ci sono una ventina di computer: come facciamo? E poi dovremo anche rinunciare all'educazione fisica: l'insegnante ci ha detto che farà solo lezioni teoriche perché lei al palasport non ci porta più. Non se la sente di accompagnare così tanti ragazzi fuori dalla scuola». Insomma siamo di fronte a una situazione insostenibile. Per questo i ragazzi, supportati anche dalle famiglie e anche da parte degli insegnanti, si attendono novità dall'ufficio scolastico provinciale, l'ufficio che aveva previsto per il nuovo anno una sola prima classe e due seconde e che invece, alla luce delle bocciature e delle iscrizioni dell'ultimo minuto, si è ritrovata a dover riorganizzare il tutto, formando due prime e accorpando seconda A e seconda B. Oggi gli studenti saranno a scuola. Dopo avere spiegato le loro ragioni, attendono che chi di dovere intervenga. Nel frattempo c'è chi pensa di lasciare il Checchi. «Qualcuno di noi - spiega un'altra ragazza - è pronto ad andarsene, magari a Empoli, al Fermi. Ma non è giusto. Abbiamo iniziato il corso di studi qui, qui vogliamo completarlo».
Per certe discipline siamo all'assurdo. Nei laboratori di informatica ci sono una ventina di computer: come facciamo? E poi dovremo anche rinunciare all'educazione fisica: l'insegnante ci ha detto che farà solo lezioni teoriche perché lei al palasport non ci porta più. Non se la sente di accompagnare così tanti ragazzi fuori dalla scuola». Insomma siamo di fronte a una situazione insostenibile. Per questo i ragazzi, supportati anche dalle famiglie e anche da parte degli insegnanti, si attendono novità dall'ufficio scolastico provinciale, l'ufficio che aveva previsto per il nuovo anno una sola prima classe e due seconde e che invece, alla luce delle bocciature e delle iscrizioni dell'ultimo minuto, si è ritrovata a dover riorganizzare il tutto, formando due prime e accorpando seconda A e seconda B. Oggi gli studenti saranno a scuola. Dopo avere spiegato le loro ragioni, attendono che chi di dovere intervenga. Nel frattempo c'è chi pensa di lasciare il Checchi. «Qualcuno di noi - spiega un'altra ragazza - è pronto ad andarsene, magari a Empoli, al Fermi. Ma non è giusto. Abbiamo iniziato il corso di studi qui, qui vogliamo completarlo».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
