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Empoli

Il garante dei detenuti: bisogna chiudere l'Opg di Montelupo

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 MONTELUPO. «Una relazione sullo stato delle carceri in Toscana non può prescindere dalla situazione particolarmente critica dell'Opg di Montelupo». Parola del garante dei detenuti Alessandro Margara, che nell'aula del consiglio regionale ha richiamato l'attenzione sul superamento del sistema attuale degli Opg, nati come istituti carcerari nell'800, con stesse strutture e stesso personale delle carceri.  Un superamento «inevitabile e necessario per far sorgere un sistema di cura e riabilitazione regionalizzato - ha sottolineato Margara - previsto da un decreto del Presidente del consiglio del Ministri del 2008» e reso ancora più urgente dall'intervento della Commissione parlamentare di inchiesta, per l'Opg di Montelupo, che ha rilevato lo stato inaccettabile della struttura, disponendo il sequestro di numerose parti. Imperativo categorico è chiudere gli Opg, verificando la possibilità di un percorso guidato e progressivo - ha aggiunto - che accolga in una parte separabile gli internati toscani e dia tempi certi per l'individuazione di luoghi per gli internati delle altre regioni».  Questi ultimi, nel caso di Montelupo, riguardano Umbria, Liguria e Sardegna.  Gli altri istituti, divisi in case circondariali e di reclusione, sono quasi tutti caratterizzati dal sovraffollamento. Solo alcuni dati: in Toscana, al 31 agosto 2011, i detenuti presenti sono 4.380 su 3.139 posti letto regolari, per una eccedenza di 1241. Tra questi: 4177 sono uomini e 203 donne. I tossicodipendenti sono 1394: 249 in trattamento e 63 sieropositivi per Hiv. Gli stranieri raggiungono la cifra di 1986. Gli istituti che rappresentano l'indice di sovraffollamento più preoccupante sono Sollicciano a Firenze, con circa un migliaio, quindi Prato, con oltre 700, seguiti rispettivamente da Pistoia, Livorno, Pisa, Lucca, Massa, San Gimignano e Montelupo.

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