Sicurezza
«È stato un incubo ma non ho più paura»
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Qui e in cima alla pagina Giulia Lavinia Lupo La vittima ha reagito alla grande: l'ho denunciato, deve essere fermato
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EMPOLI. «Adesso, a mente fredda, vedo questa esperienza come qualcosa che mi deve fortificare. È stato un incubo, ma non ho più paura». Giulia Lavinia Lupo ci risponde da Milano a telefono con voce serena, nonostante quello che ha subito. Del suo aggressore non vuole parlare. «Questa persona non mi interessa - dice - non so chi sia e perché abbia fatto quello che ha fatto. Ho voluto denunciarlo anche pensando alle mie amiche che potrebbero ritrovarsi in una situazione simile». La ragazza ripercorre alla perfezione ogni attimo dell'aggressione. «Quando sono arrivata nel parcheggio, a quell'ora non c'era praticamente nessuno - racconta - ho visto l'aggressore sbucare all'improvviso e venirmi incontro, abbiamo incrociato lo sguardo. Dopo essermi passato accanto, si è girato e mi ha afferrato trascinandomi verso la propria macchina. Ho lottato, poi urlato e lui, in italiano, mi ha detto due parole: "Stai zitta", mentre mi teneva per i capelli. Mi ha fatto salire in macchina ma non gli ho dato il tempo di chiudere le portiere: prima che potesse sgommare e accelerare mi sono liberata strappandomi anche i capelli». Mentre avveniva l'aggressione Giulia Lavinia dice di aver pensato al dopo, a quello che poteva succedere se l'uomo fosse riuscito a portarla via. «Fortunatamente - conclude la studentessa - però tutto è andato per il meglio ma la paura è stata tanta. Adesso le forze dell'ordine hanno in mano delle informazioni e spero che arrivino il prima possibile a identificare il mio aggressore». F.C.
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