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Evasione con imprese fantasma, arrestata  una donna cinese

Evasione con imprese fantasma, arrestata  una donna cinese

Le indagini, coordinate dal pm Giulio Monferini, sono partite nel novembre scorso, dopo i controlli effettuati in una ditta di abbigliamento a Vinci, che lavorava per conto di note griffe della moda

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EMPOLI. Avrebbe messo in piedi due imprese 'fantasma', intestandole a due prestanome e operanti per due anni, al fine di sottrarsi al fisco. E' l'accusa che ha portato all'arresto, in esecuzione di misura cautelare, di un'imprenditrice cinese di 36 anni, residente a Vinci, nell'ambito di un'indagine della guardia di finanza di Empoli coordinata dal pm Giulio Monferini. L'evasione, tra imposte dirette e Iva non versata, e relativa al 2009, ammonterebbe a circa 500.000 euro. Contestata anche la distruzione dei documenti contabili.

Denunciati i due prestanome, entrambi cinesi. Secondo quanto spiegato dalla gdf, le indagini, coordinate dal pm Giulio Monferini, sono partite nel novembre scorso, dopo i controlli effettuati in una ditta di abbigliamento a Vinci, che lavorava per conto di note griffe della moda, dove erano stati trovati a lavorare cinque cinesi clandestini ed era stata riscontrata la totale assenza della documentazione contabile obbligatoria.

Gli accertamenti hanno poi portato alla scoperta che l'imprenditrice era al centro «di un collaudato sistema creato per sottrarsi al pagamento delle imposte. Due imprese, intestate a prestanomi, erano di fatto gestite direttamente dall'arrestata, già titolare di una ditta individuale cessata nel 2009. La donna, che compariva nelle due ditte come dipendente, attraverso queste intestazioni fittizie mirava a rendere inefficace le procedure di riscossione coattiva per le imposte non versate».

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