Sicurezza
Il ponte De Gasperi per adesso rimane soltanto un'idea
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Il segretario della Democrazia Cristiana Alcide De Gasperi durante un comizio 3 MINUTI DI LETTURA
VINCI. Il sindaco Dario Parrini annunciò ufficialmente l'intitolazione del nuovo ponte sull'Arno, tra Empoli e Spicchio, ad Alcide De Gasperi. Lo fece al termine di una conferenza di Piero Badaloni. Era il 29 ottobre 2010, ambito della rassegna "Vincincontri", organizzata dalla commissione cultura del consiglio pastorale del Montalbano occidentale. «Il ponte di Spicchio - affermò Parrini - immette su un viale dedicato a Palmiro Togliatti, e il viale termina nelle vicinanze del ponte di Sovigliana, che vorremmo intitolare a Piero Calamandrei (e così è stato, ndr). In questo modo le tre anime - quella cattolica, quella socialista e quella liberale democratica e azionista - dell'assemblea che scrisse la Costituzione saranno rappresentate in maniera tangibile nel nostro comune anche attraverso la toponomastica». È la riabilitazione definitiva di De Gasperi per tutte le componenti della sinistra italiana? Sembrerebbe di sì, anche se il ponte è ancora senza nome. Comunque. Lo spunto per alcune considerazioni, ce l'ha fornito un interessante e critico giudizio di "revisione" storica proveniente nientemeno che dal presidente della Fondazione Istituto Gramsci Giuseppe Vacca, ex dirigente e parlamentare del Pci chiamato nel mese scorso a tenere una lectio in Trentino, a Pieve Tesino, per l' anniversario della morte di De Gasperi (19 agosto 1954). Il presidente dell'istituto storico di riferimento del vecchio Pci, partendo dall'analisi del saggio di Togliatti sull' opera di De Gasperi, pubblicato in sei puntate da «Rinascita» fra il 1955 e il 1956, mette l'accento sulla necessità di superare la visione contenuta in quel saggio, dal quale il profilo di De Gasperi appare «quello di un nemico piuttosto che di un avversario». Allargando la prospettiva, Vacca nota come, dal suo ritorno in Italia fino alla rottura dell' unità antifascista del maggio 1947 Togliatti guardi con attenzione ai cattolici e favorisca la figura di De Gasperi nella corsa alla guida del governo. Un dialogo che rimane aperto anche quando i comunisti vengono allontanati dalla compagine governativa; un dialogo che si concretizza da parte del Pci nella votazione a favore dell'inserimento dei Patti lateranensi nella Costituzione italiana. Tutto cambia però con l'inizio della guerra fredda. E cambia il giudizio di Togliatti su De Gasperi, accusato di aver promosso la «restaurazione capitalistica» e «una democrazia che scivola verso la reazione». Vacca definisce quel giudizio «unilaterale e liquidatorio». Critico anche nei confronti dell'obiettivo politico di Togliatti di dividere la Democrazia Cristiana stimolando la sinistra scudocrociata; lo stesso Moro aveva condannato tale tentativo bollandolo come espressione di una visione superficiale del partito degasperiano considerato sic et simpliciter come «partito della borghesia». Visione miope. Le valutazioni di Togliatti, osserva Vacca, vennero poi corrette negli anni Settanta da Giorgio Amendola. Ma il resto del gruppo dirigente comunista e la monolitica storiografia marxista non lo seguirono. «Il processo di revisione rimase un fatto d' élite, - ha concluso Vacca - mentre nel senso comune dei militanti e degli elettori comunisti e di sinistra continuò a prevalere l' immagine della Dc "partito americano" e "partito dei padroni"». Comunque, a suffragare la necessità dell'intitolazione del ponte, dobbiamo sottolineare che De Gasperi ebbe sempre un occhio di riguardo per la città di Leonardo: nel 1952, raggiunse Vinci per celebrare il quinto centenario della nascita del Genio. Ma questa è un'altra storia. Paolo Santini PRESENTANDO L'ACCORDO Per primo ne parlò Matteo Renzi A muover le acque, per primo, fu Matteo Renzi, il 16 novembre 2007, da Presidente della Provincia di Firenze. «Siamo gente che non si accontenta - ebbe ad affermare. - Oggi prendiamo un impegno in più per il sistema dei ponti dell'Empolese: firmiamo il protocollo di intesa per il nuovo ponte tra Empoli e Sovigliana, che si chiamerà Alcide De Gasperi». Quel ponte ormai è in fase di ultimazione, e le prime due corsie sono realtà. Ma il giovane rottamatore, presentando l'accordo sottoscritto dai sindaci di Empoli e Vinci si era spinto oltre. Aveva già pensato, evidentemente d'intesa con i due primi cittadini, a un'intitolazione straordinaria, inedita e insolita per queste zone della Toscana.
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