Sicurezza
Arbasino gela Certaldo «Il vostro premio non lo voglio più»
Giacomo Bertelli
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Alberto Arbasino e sopra la conferenza di presentazione del Premio Boccaccio 3 MINUTI DI LETTURA
CERTALDO. «Sono due giorni che ascolto stupidaggini. Io il vostro premio non lo voglio più». Alberto Arbasino ha gelato la platea e la giuria del Boccaccio (presieduta dal senatore Sergio Zavoli), prima di lasciare la chiesa dei santi Tommaso e Prospero, adiacente a palazzo pretorio di Certaldo Alto, gremita per la cerimonia di premiazione. Inutile il tentativo degli organizzatori di placare l'ira dello scrittore. Quando il presidente del premio Mauro Pampaloni ha chiesto ad Arbasino le ragioni di questa decisione lui ha replicato con un «vaffa..». Oltre ad Arbasino, gli altri vincitori della trentesima edizione sono Enrico Mentana (premio giornalistico Boccaccio-Montanelli), arrivato intorno alle 20 con l'elicottero e quindi non presente in sala al momento del colpo di scena che ha lasciato tutti di stucco, a cominciare dal sindaco Andrea Campinoti: «Ogni anno - ha detto a caldo il primo cittadino - centinaia di persone, insieme agli sponsor, si impegnano per questo premio: questa gente merita rispetto». Pochi minuti dopo i riflettori si sono spostati su Enrico Mentana, che con una battuta ha rotto il ghiaccio: «Pur di esserci sono arrivato in elicottero... Neanche per una donna ho mai fatto tanto». Poi il direttore del Tg di La7 ha ringraziato Zavoli: «È gente come lui che dovrebbe essere premiata». Il senatore e presidente di giuria ha quindi letto le motivazioni del premio a Mentana «che riesce veramente a "fare" la notizia. Anche la politica ha imparato a temere la sua figura». Mentana ha ripercorso la sua carriera e le scelte che l'hanno portato a La7: «Stare fermo un anno dopo l'addio al Tg5 mi è servito per guardarmi intorno e capire. Non ho badato all'aspetto economico, ma alla creazione di un terzo polo televisivo». Poi una battuta sul presidente del consiglio: «Viviamo in un Paese in cui se Berlusconi dice che la terra è quadrata, il giorno dopo mandano degli scienziati a verificare se effettivamente è così». Arbasino e Kamila Shamsie erano stati protagonisti della mattinata culturale in Certaldo Alto nel parterre di Palazzo Pretorio. E lo stesso Zavoli aveva incantato la platea: «I giovani hanno perduto un po' il senso di leggere, di fronte alla non conoscenza delle nozioni sulla lingua italiana, ai miei tempi contava la notizia, non la praticità e il benessere che oggi contiamo di raggiungere». Arbasino (autore di America Amore, Adelphi) aveva snocciolato aneddoti della sua vita, ricordando i rapporti di amicizia che lo hanno legato alle più gradi firme della letteratura e del cinema degli anni d'oro americani e della dolce vita italiana. Niente che potesse far presagire il clamoroso rifiuto del premio. Kamila Shamsie (Ombre Bruciate, Ponte alle Grazie) aveva invece ricordato gli eventi della bomba di Nagasaki e dell'11 settembre 2001: «Ho scelto Nagasaki e non Hiroshima perché anche lo stesso Truman, dopo aver visto la prima bomba sapeva quello che sarebbe potuto accadere».
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