Sicurezza
Niente tassa sui rifiuti per 500 ditte
Marco Pagli
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La telecamera che controlla il viaggio dei rifiuti provenienti dalle aziende L'avvio della tracciabilità nel caos: ecco le novità
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EMPOLI. Si scrive Sistri, si legge caos. Il nuovo sistema di smaltimento e stoccaggio dei rifiuti speciali che era stato introdotto alla fine del 2009 e che avrebbe dovuto entrare in vigore in questo mese è stato ripescato in extremis dalla manovra del governo dopo aver rischiato di essere definitivamente abolito. E non mancano le novità e soprattutto le proroghe per le oltre 1.500 aziende dell'Empolese-Valdelsa che sono coinvolte nel progetto. La più rilevante è l'esclusione dal nuovo sistema delle aziende che producono rifiuti speciali non pericolosi. Nel nostro territorio queste rappresentano il 30% del totale di quelle interessate. Quindi, circa 500 ditte che in questi due anni hanno investito denaro, tempo e attrezzature e che si trovano praticamente escluse, senza sapere se potranno essere rimborsate. Si tratta per lo più di operatori che lavorano nel campo del tessile, del legno, della carta e del vetro (anche se queste tipologie di rifiuti saranno indicate in un decreto apposito varato entro 90 giorni dall'approvazione del testo) che, oltre a pc e chiavetta usb, hanno pagato già 120 euro ciascuno per l'iscrizione al Sistri nel 2010 e 2011: almeno 60mila euro che rischiano di andare in fumo. Per le altre, le aziende cioè che producono rifiuti speciali pericolosi, sono stati prorogati i tempi. Per quelle con più di 10 dipendenti l'avvio è fissato per il 9 febbraio prossimo, mentre quelle più piccole avranno tempo almeno fino all'1 giugno 2012. Fermo restando che dovrà essere effettuata una nuova verifica del funzionamento di hardware e softwate. «Il dato di fatto è la grande confusione che questa novità sta continuando a creare - spiega Paolo Gianassi, coordinatore di zona della Cna - all'inizio sembrava che l'introduzione di quella che secondo noi è un'ulteriore tassa per le aziende fosse imminente. Ma tutto è stato rimandato: a settembre ci dovevamo essere, poi l'annuncio dell'abolizione e successivamente il ripescaggio nella manovra. Noi abbiamo sempre osteggiato questo sistema che aggrava i costi delle aziende, obbligandole a pagare 120 euro annui di iscrizione e poi un pc, la connessione adsl, oltre alla black box per i trasportatori, che serve al monitoraggio satellitare delle tratte». Il Sistri (sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti) è stato ripristinato dal governo a causa delle ire del ministro Prestigiacomo e delle proteste degli addetti ai lavori. Introdotto con un decreto ministeriale nel dicembre 2009 e mai entrato in vigore, il nuovo sistema trasforma la tracciabilità dei rifiuti speciali da cartacea a informatica introducendo un monitoraggio continuo dei tracciati. Negli intenti di chi ha proposto il provvedimento ci sono lo snellimento delle procedure ed il controllo di un settore a forte rischio di infiltrazioni mafiose. «In realtà tutto questo è rimasto sulla carta - prosegue Gianassi - adesso attendiamo di avere provvedimenti certi prima di decidere come agire».
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