Il Tirreno

Empoli

Noi medici in Africa dove si muore per 60 centesimi

Michela Gianfranceschi
I bambini di un villaggio dove opera Shalom e sopra da sinistra Renato Colombai, don Andrea Cristiani, il dottore Beconcini e il sindaco Toni
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I bambini di un villaggio dove opera Shalom e sopra da sinistra Renato Colombai, don Andrea Cristiani, il dottore Beconcini e il sindaco Toni

La toccante testimonianza dei volontari sanitari a una festa per il Movimento Shalom

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 FUCECCHIO. «Miracolo! La piccola Iaia cammina! E' un miracolo di Shalom», gridavano in un villaggio del Burkina Faso. La voce passava di bocca in bocca. A raccontarlo è il medico Andrea Sansevero, presidente del Movimento Shalom, che era sul posto. «Una bimba di due anni stava sempre seduta con le gambe accavallate. Ho voluto provare con il "riflesso di Babinski" e ho visto che l'arto rispondeva».  «Così il medico fucecchiese Fausto Romeo l'ha rimessa in piedi, ora cammina. E gli africani gridano al prodigio». Ma i miracoli non si ripetono. Ausie, una ragazza di 16 anni, alla seconda gravidanza nonostante l'età, alle prese con un'emorragia, davanti al contenitore di ossitocina non aveva i 60 centesimi per acquistare la fiala. Ed è morta dissanguata. I nomi delle protagoniste sono di fantasia, l'accaduto è drammaticamente vero. E' stato raccontato nel corso di una conviviale di lavoro sul volontariato sanitario, organizzata dalla Fondazione d'Appiano, presieduta dal dottor Giuseppe Beconcini. Una fondazione nata per la restaurazione dei trattori Porsche, ma ora evoluta verso finalità di supporto a quelle del Movimento Shalom. Per il quale era presente il fondatore, monsignor Andrea Pio Cristiani, arciprete della Collegiata. Che ha annunciato la propria partecipazione alla XXVI Conferenza internazionale del Pontificio Consiglio per gli operatori sanitari, che si svolgerà dal 24 al 26 novembre nella Città del Vaticano. L'intervento di don Cristiani, giovedì 24 novembre alle ore 15, avrà come tema: "La misura dell'umanità si determina essenzialmente nel rapporto con la sofferenza e col sofferente. Una riflessione teologico pastorale sulla "Spes salvi" (Speranza di salvezza) di Benedetto XVI".  Don Andrea ha ribadito l'importanza di Shalom «secondo l'esempio della chiesa cattolica, che ha sempre posto al centro dell'attenzione la persona umana, e nel mondo, ad oggi, ha realizzato 270 mila strutture sanitarie per aiutare il prossimo». Ha inoltre esortato alla riflessione «sul forte contrasto tra il nostro mondo, in cui ci curiamo in tempi sempre più ridotti, e un altro dove si può morire anche di dissenteria. Attraverso il volontariato un po' delle nostre acquisizioni medico-scientifiche possono ricadere sui più bisognosi». Presenti anche il sindaco Claudio Toni, sostenitore dell'operato di Shalom, Renato Colombai direttore sanitario dell'Asl 11, e un altro fucecchiese, l'ingegner Paolo Cioni, presidente provinciale della Croce Rossa, che ha ricordato il lavoro svolto in questi anni dall'associazione nel riuscire ad entrare in contatto con le istituzioni anche nei paesi più disagiati, per garantire fondi e assistenza ai bisognosi.  Sansevero ha poi annunciato la grande sfida di costruire strutture sanitarie efficienti in territori in via di sviluppo. E dunque «la formazione del personale medico e paramedico, presente sul territorio in settori come l'anestesia pediatrica, la chirurgia endoscopica e la chirurgia ricostruttiva. E inoltre garantire la continuità di prestazione, anche del personale paramedico, che non deve essere allontanato da una sede, finché non ne sia stato formato altro in grado di sostituirlo». Il Movimento Shalom ha grandi progetti... già realizzati: grazie al contributo della Regione Toscana, una recente struttura di radiologia a Nanorò e sempre nel Burkina Faso, a Gorom Gorom, il reparto di maternità.

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