Il dolore
Castello rende onore al partigiano Mario Bustichini
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CASTELFIORENTINO. Oggi alle 17, nella frazione di Dogana, i Comuni di Montecatini e di Castelfiorentino renderanno omaggio alla memoria del partigiano Mario Bustichini, ucciso nel giugno 1944 in un conflitto a fuoco con i tedeschi avvenuto in località Collepatti. A Dogana si trova anche la lapide dedicata a Bustichini, sulla quale ogni anno - il 25 aprile - viene deposta una corona di alloro da parte del Comune castellano. Alla commemorazione - promossa dall'Anpi di Montecatini in occasione del 67º anniversario della liberazione della città (avvenuta il 7 settembre 1944) - parteciperà una delegazione formata da rappresentanti dei due comuni e delle due associazioni partigiane. Per Castelfiorentino interverrà il sindaco. Mario Bustichini - partigiano della formazione garibaldina "Magni Magnino" di Montecatini - stava transitando nel 1944 sul territorio castellano insieme agli altri partigiani della sua formazione, diretta verso la Divisione partigiana "Guido Boscaglia". A Castelfiorentino, la formazione di Montecatini fu accolta da quella castellana tramite il partigiano Mario Busanna, per poi unirsi alla brigata Gramsci di Castelfiorentino. Il conflitto a fuoco di Collepatti si verificò il 24 giugno 1944: un gruppo di tedeschi si imbatté nella formazione partigiana, nei pressi di una casa colonica. Lo scontro all'inizio non produsse conseguenze di rilievo. In serata, però, i tedeschi tornarono in forze, «appoggiati (come ricorda Libero Falorni nel libro "La memoria della Libertà") da un mezzo corazzato» e «sparando furiosamente con le armi automatiche». Fu in tale frangente che il partigiano Bustichini - «alzatosi un po' troppo da terra per sparare meglio verso il fondo valle» - venne «colpito da una raffica di mitraglia» all'altezza del torace. Dopo questo scontro, i tedeschi istituirono numerosi posti di blocco. Ad un controllo, il giovane Aladino Bartaloni fu trovato in possesso di una pistola e fu portato al comando di Granaiolo, dove fu impiccato presso il passaggio a livello, dove ancora oggi un cippo ricorda il tragico episodio.
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