La protesta
I sindaci dell'Empolese Valdelsa: «Il governo riveda la manovra»
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EMPOLI. I sindaci degli undici comuni dell'Empolese Valdelsa lanciano un appello al governo affinché la manovra finanziaria «sia riveduta profondamente, con il concorso di tutte le forze politiche e sociali».
«Siamo consapevoli - scrivono in un documento - che l'Italia dovrà fare dei sacrifici, ma rimaniamo dell'avviso che potremo superare questo momento di difficoltà solo se i pesi e gli oneri verranno ripartiti in modo equo, chiamando a raccolta tutta la società e chiedendo a ognuno di contribuire per la propria parte, a partire da chi ha di più. Il Governo ha invece preferito, come sempre, seguire una scorciatoia: scaricare ancora una volta gli effetti della crisi sulle fasce più deboli della popolazione e sugli enti locali. I tagli che i Comuni subiranno mettono in discussione la possibilità di erogare prestazioni e servizi fondamentali, come asili nido, scuole materne, assistenza agli anziani, aiuti ai più deboli. Si va dunque a colpire nella carne viva della popolazione, comprimendo ulteriormente il tenore di vita dei cittadini e riducendo le già limitate possibilità di spesa delle famiglie, con ricadute negative per l'intera economia».
«Siamo consapevoli - scrivono in un documento - che l'Italia dovrà fare dei sacrifici, ma rimaniamo dell'avviso che potremo superare questo momento di difficoltà solo se i pesi e gli oneri verranno ripartiti in modo equo, chiamando a raccolta tutta la società e chiedendo a ognuno di contribuire per la propria parte, a partire da chi ha di più. Il Governo ha invece preferito, come sempre, seguire una scorciatoia: scaricare ancora una volta gli effetti della crisi sulle fasce più deboli della popolazione e sugli enti locali. I tagli che i Comuni subiranno mettono in discussione la possibilità di erogare prestazioni e servizi fondamentali, come asili nido, scuole materne, assistenza agli anziani, aiuti ai più deboli. Si va dunque a colpire nella carne viva della popolazione, comprimendo ulteriormente il tenore di vita dei cittadini e riducendo le già limitate possibilità di spesa delle famiglie, con ricadute negative per l'intera economia».
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