Sicurezza
A Sovigliana compleanno speciale per una delle attività più longeve del circondario
I cent'anni della Macelleria Mariani «La qualità è l'antidoto della crisi»
Marco Fani
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A destra Mario e Fernanda e una foto depoca della macelleria Mariani 3 MINUTI DI LETTURA
VINCI. Una macelleria a prova di crisi. Più forte di due guerre, del periodo della tessera fascista e della famigerata mucca pazza che anni fa piegò il mercato della carne. L'Antica Macelleria Mariani di Sovigliana festeggia oggi i cento anni. Qual è il segreto? «Qualità della carne e gentilezza». Un motto tanto caro al gestore Mario Mariani, che con la moglie Fernanda Bartolesi porta avanti un'attività familiare che ha preso il via nei primi anni del '900. Furono Vincenzo Mariani e la moglie Assunta Masini (nonni di Mario), figlia di macellai, ad iniziare con la vendita ambulante di carni acquistate nella vicina Cerreto, per poi realizzare nel 1911 una delle prime macellerie in sede fissa del territorio. È iniziata così un'avventura proseguita negli anni dal figlio Pindaro, che ha trasmesso l'amore per questa professione anche a Mario. Per alcuni anni sono esistite ben due sedi della macelleria: una era a Spicchio in via Giusti (ceduta poi nel 1968) e quella storica di via Empolese a Sovigliana, che continua ancora oggi ad essere il punto di riferimento per tanti clienti. «Aver portato avanti l'attività di famiglia fino a compiere i cento anni - racconta Mario Mariani - è un motivo di orgoglio. Negli anni, comunque, ne è passata di acqua sotto i ponti. Ricordo che durante la seconda guerra mondiale era quasi impossibile riuscire a macellare, nonostante avessimo un macello di proprietà. Ma anche durante il fascismo, quando c'era la tessera, era dura. Nonostante tutto abbiamo sempre cercato di avere un rapporto di fiducia con i clienti e di procurarci carni di qualità». Il boom del consumo di carne è avvenuto a partire dagli anni Cinquanta in poi, quando questo alimento ha permesso una sorta di democratizzazione della società. «Prima di quel periodo - continua il gestore - la carne era acquistata soprattutto dai signorotti della zona. Poi con la nascita delle vetrerie diventò sempre più alla portata degli operai, ma anche delle donne che all'epoca impagliavano i fiaschi». Ma anche in anni più recenti col problema della mucca pazza e l'avvento della grande distribuzione il mercato della carne e le piccole macellerie hanno subito duri colpi. «Via Empolese - ricordano Mario e Fernanda - ha rappresentato per anni il cuore di Sovigliana, ricco di botteghe e attività. Purtroppo con la chiusura della strada e l'avvento di negozi più grandi, senza dimenticare il problema della mucca pazza, abbiamo avuto delle difficoltà. Siamo comunque riusciti ad andare avanti proponendo carni italiane certificate». Tanto impegno, ma anche soddisfazioni. «A volte abbiamo rinunciato alle ferie - concludono i titolari - ma questo lavoro è la nostra vita. Forse non avremo continuità di gestione visto che i nostri figli Alessandro e Carlo, entrambi docenti, hanno scelto strade diverse ma che ci hanno riempito di orgoglio. Per il momento, però, non abbiamo alcuna intenzione di mollare».
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