Sicurezza
Sempre più impianti termici trascurati da famiglie e aziende anche per colpa della crisi
Migliaia di caldaie fuorilegge
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Una verifica su un impianto e accanto la sede del CircondarioAl via i controlli: gli ispettori verificheranno documenti e manutenzione
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EMPOLI. Tremila caldaie nel mirino in tutto il circondario. Nelle prossime settimane gli ispettori - preannunciati da una lettera che indica data e orario della visita - busseranno alle porte di famiglie e aziende per controllare le condizioni degli impianti termici. L'obiettivo è garantire le condizioni di sicurezza e contenere le emissioni inquinanti. Ma anche frenare l'abitudine sempre più diffusa, complice la crisi, di trascurare le caldaie per risparmiare. Secondo il Circondario dell'Empolese Valdelsa, che gestisce l'intera operazione, le situazioni di difformità si aggirano infatti intorno all'80%. Ciò significa che otto impianti su dieci tra quelli controllati non sono in regola. In alcuni casi si tratta semplicemente di questioni burocratiche, ma in altri i problemi sono di natura tecnica, talvolta così gravi da rendere pericoloso l'impianto: «Colpa anche della crisi - spiega l'ingegnere Paolo Bianconi del Circondario - che ha fatto impennare le irregolarità: chi si trova in difficoltà economicamente tende a eliminare anche la spesa per la manutenzione della caldaia». Con il rischio però di dover poi sborsare una cifra superiore per la verifica e la manutenzione che a quel punto non può più essere rinviata, pena la chiusura dell'impianto. Ma andiamo con ordine. Da quest'anno anche il Comune di Empoli, che finora aveva agito autonomamente (perché ha più di 40mila abitanti), ha deciso di affidarsi all'ente Circondario, che già gestiva i controlli negli altri 10 comuni. In questo modo il numero complessivo del monte-caldaie è salito a circa ottantamila in tutto l'Empolese-Valdelsa. Tra tutte queste ne saranno ispezionate circa tremila (800 a Empoli). Ma come vengono scelte? Il Circondario incrocia i dati dell'anagrafe con quelli forniti dai manutentori. In questo modo finiscono "nella rete" in particolare famiglie e aziende che non hanno fatto la manutenzione della caldaia negli ultimi anni e che di conseguenza non hanno versato il contributo annuale (che varia da 5 a 12,50 euro a seconda della potenza dell'impianto) che consente a tutti coloro che possiedono una caldaia in regolare stato di manutenzione di non dover sostenere alcun costo in caso di ispezione da parte del Circondario. Altrimenti la verifica va pagata: 80 euro per gli impianti sotto i 35 kw, 120 euro per quelli tra 35 e 116 kw, 170 euro tra 116 e 350 kw e 210 euro se la potenza è superiore dai 350 kw. «Gli ispettori - spiega l'ingegnere Paolo Bianconi del Circondario - verificano le condizioni dell'impianto e la regolarità dei documenti. Poi stilano un rapporto dove vengono elencati i risultati delle verifiche (documentazione, stato dell'impianto, controllo di combustione ecc.) e le eventuali prescrizioni, stabilendo un lasso di tempo entro il quale l'utente deve regolarizzare la situazione e inviare la relativa documentazione al Circondario». E chi non si mette in regola rischia il black-out: «Il sindaco può firmare un'ordinanza di chiusura dell'impianto».
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