Il Tirreno

Empoli

Resuscitati grazie a una pizzeria

Marco Fani
Sopra la coppia e il loro locale
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Sopra la coppia e il loro locale

Feriti gravemente in un incidente, ora due sessantenni aprono un locale

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 CASTELFIORENTINO. È la notte del 5 agosto del 2007. Un momento che segnerà per sempre i destini di Aldo Campolongo e della moglie Rosetta Serpico, ma dal quale inizierà una seconda vita. La coppia, entrambi sessantenni, sta rientrando a Castelfiorentino dopo una lunga giornata di lavoro a bordo del loro furgone, parte essenziale della attività professionale che svolgono da anni. Sono titolari dell'Alca Cornici e venditori ambulanti di antiquariato su e giù per la penisola. Sembra una notte come tante altre. E invece l'inferno si materializza poche decine di metri dopo l'uscita di Empoli ovest, appena imboccata via Valdelsa.  Un'auto, a folle velocità, contromano e a fari alti (dai controlli e rilievi successivi il guidatore risulterà senza contrassegno di assicurazione e in stato di ebbrezza) centra in pieno il furgone dei due. È l'inizio di un incubo che dura più di un anno. Aldo e Rosetta riportano decine di fratture. Il risveglio dal coma farmacologico porterà, almeno inizialmente, solo rabbia e dolore. Seguono operazioni e una lunga riabilitazione. Perdono il lavoro, le commesse, i clienti e migliaia e migliaia di euro. Sono costretti a chiudere l'azienda.  «Abbiamo ancora in corso la causa per l'incidente - raccontano Aldo e Rosetta - perché l'iter è lungo visto che abbiamo avuto la sfortuna di essere stati centrati in pieno da un guidatore nullatenente e in stato di ebbrezza. Attendiamo giustizia ma non abbiamo perso la fiducia, visto che abbiamo potuto contare sull'amore dei nostri figli e delle nostre nuore. Grazie a loro, che ci hanno aiutato anche economicamente, siamo riusciti a ripartire. Possiamo tranquillamente dire di essere resuscitati».  Proprio quest'ultima frase calza a pennello per i due che, a sessant'anni compiuti, hanno iniziato una seconda vita. Cinque mesi fa hanno deciso di aprire una birreria pizzeria in via Masini, chiamata "I' Luppolo", diventata presto un luogo di ritrovo per amanti delle birre e non solo. «Il nome è stato scelto da nostro figlio Maurizio - proseguono i due titolari - che si è fatto in quattro per allestire il fondo e completare l'iter burocratico necessario per l'apertura. A gestire l'attività c'è anche la nostra nuora Antonella».  Il dolore per l'incidente ha lasciato spazio all'amore per la cucina. «Dopo aver completato la riabilitazione - continua ancora Aldo - abbiamo lavorato per qualche tempo con mia moglie in un ristorante della zona. È stata un'esperienza importante che ci ha permesso di riprenderci le nostre vite. Per troppo tempo abbiamo vissuto come dei leoni in gabbia. Incapaci di camminare o di poter praticare quelle passioni a cui siamo legati. Ricordo ancora la prima volta che sono tornato a passeggiare in un bosco e a respirare l'aria fresca. È stata una liberazione».  Nel locale aperto dalla coppia è possibile, al momento, degustare oltre quaranta tipi di birre di tutta Europa. Il marchio forte è la celebre Augustiner, famosissima "bionda" tedesca di Monaco di Baviera. «Serviamo anche primi e secondi - conclude infine Rosetta - ma il nostro piatto forte è sicuramente la pizza».

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